La crisi ha picchiato duro, è evidente, e la capacità di spesa delle famiglie italiane si è ridotta alquanto anche nel settore del vino. Cosa suggerisce allora Domenico Bosco, responsabile del settore vino della Coldiretti? Ma fatevi il Vino in Garage, perbacco! Lo spiega lui stesso così alla agenzia Adnkronos.
Prologo
Qui si parla di Rossese. Si parla di un vino poco conosciuto ma grande. Si parla del più importante vino rosso ligure ottenuto dall’omonimo vitigno, praticamente assente fuori dai confini delle provincie di Imperia e (in minima parte) di Savona, ma che raggiunge i suoi vertici qualitativi in un fazzoletto di terrazze quasi verticali nei comuni di Dolceacqua, San Biagio della Cima, Soldano e Camporosso.
Pubblicato da Luca Risso il 07/07/2009 in Vino e Cibo
Si dice che non ci sia miglior tranquillante di un Martini, che uno non sia abbastanza e tre siano troppi, che sia una filosofia di vita, un punto d’arrivo. Effettivamente pochi cocktail godono di una storia così lunga e gloriosa, ricca di fan appassionati e famosi nella realtà come nella finzione cinematografica. La forza del Martini sta tutta nella sua purezza e semplicità: pochissimi ingredienti che però opportunamente scelti e declinati generano decine di varianti e alimentano ogni giorno il mito di questa ricetta.
Intanto Il Martini non c’entra nulla con il Martini & Rossi vermouth, ma pare prenda il nome da un tal Martini originario Arma di Taggia barista a New York nel 1910, oppure da un tal Martinez di New Orleans o ancora forse da una cittadina californiana. Il Martini vermouth in ogni caso nacque molti anni dopo.
Pubblicato da Luca Risso il 02/07/2009 in Vino e Cibo
Se perfino big del giornalismo enogastronomico incominciano a parlare della Val di Vara come ha fatto Luigi Cremona nel suo blog, vuol dire che questo verde spicchio di Liguria qualche interesse lo merita davvero. Per chi avesse voglia di trascorrere un week end al fresco, approfondendo le proprie conoscenze sui vini, formaggi, salumi e carni prodotti in valle segnalo due manifestazioni di sicuro interesse, una a Brugnato e l’altra a Sesta Godano.
Oggi alla Vinix-unplugged-open-unconference, il buon Fiorenzo ha letto nel suo intervento questo simpatico editoriale comparso sul Mio Vino a cura di Gaetano Manti e che potete trovare anche qui
Nelle ultime settimane abbiamo assistito “ad nauseam” alla reazione di molti produttori di vino a una proposta di regolamento Europeo, che si è diffusa in versione completamente distorta nella stampa tradizionale.
Avendo a disposizione un giorno solo ho deciso di evitare di fare la maratona tra i padiglioni del Vinitaly per concentrarmi su un gruppo di produttori più omogeneo culturalmente, radunati dalla manifestazione a Vino, Vino, Vino tenuta nella splendida Villa Boschi a Isola della Scala, presso Verona. Si tratta di produttori a vario titolo biologici, “naturali”, “veri”, biodinamici e chi più ne ha più ne metta, con forse l’unico denominatore comune nell’opposizione ferma al mondo del vino “normale” visto principalmente come “industria” e come tale massificata, globalizzata e capace di ogni nequizia.
Avevo anche il biglietto (grazie Fiorenzo), ma poi pensandoci bene mi sono chiesto: cosa c’entro con Vinitaly? Cosa può fare un piccolo navigatore se non perdersi in un mare troppo grande da attraversare in un giorno solo?
E allora è deciso: parteciperò a Vino, Vino, Vino, a Villa Boschi, dove potrò incontrare contemporaneamente il gruppo di Vini Veri, i produttori Triple A della Renaissance des Appellations e un nutrito elenco di produttori indipendenti, vignaioli un po’ sporchi e bastardi, un po’ duri e puri, in bilico tra paradiso e inferno!
Anche questa volta mi avrete tra voi.
Luk
PS A Vino, Vino, Vino i Blogger possono richiedere l’accredito alla mail oliviero@wellcomonline.com e avere così l’ingresso gratuito alla manifestazione!
Ogni blogger (e quindi anche il food-blogger) cova nel suo intimo un sogno: trovare un munifico mecenate che lo copra di soldi per illuminare il mondo con i suoi post arguti e folgoranti, o alternativamente, visto che il mecenatismo è una pratica oramai fuori moda, che qualcuno finalmente si accorga della sua capacità di manipolare le coscienze e di educare le masse e lo assoldi a caro prezzo in una qualche campagna di comunicazione.