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	<title>TheWineBlog.net &#187; Zonin</title>
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	<description>An international group blog about wine, with Martin Field, Mike Tommasi and friends</description>
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		<title>E&#8217; nato Symposio</title>
		<link>http://www.thewineblog.it/2010-04-e-nato-symposio/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 13:30:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino @it]]></category>
		<category><![CDATA[Cabernet]]></category>
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		<category><![CDATA[Principi di Butera]]></category>
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		<description><![CDATA[Il primo vino open source, cioè il nuovo vino della tenuta Feudo Principi di Butera del gruppo Zonin, ha finalmente visto la luce.  I 13 sedicenti esperti che attraverso l&#8217;iniziativa My Feudo si sono confrontati e messi in gioco per selezionare il miglior blend a base di Cabernet, Merlot, e Petit Verdot, si sono trovati [...]]]></description>
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<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: center"><img class="aligncenter size-large wp-image-1153" src="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/vinitaly0001-1024x768.jpg" alt="vinitaly0001" width="430" height="323" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: left">Il primo vino open source, cioè il nuovo vino della tenuta <a href="http://www.feudobutera.it/default2.aspx">Feudo Principi di Butera</a> del gruppo<a href="http://www.casavinicolazonin.it/"> Zonin</a>, ha finalmente visto la luce.  I 13 sedicenti esperti che attraverso l&#8217;iniziativa <a href="http://www.myfeudo.it/">My Feudo</a> si sono confrontati e messi in gioco per selezionare il miglior blend a base di Cabernet, Merlot, e Petit Verdot, si sono trovati in occasione di <a href="http://www.vinitaly.com/index.asp">Vinitaly 2010</a> nello stand Zonin per assaggiare tutti i tagli proposti, compreso quello ufficiale  messo in commercio da quest&#8217;anno con il nome di Symposio. Anche questo nome è stato selezionato attraverso la partecipazione dei lettori del blog di My Feudo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: left">E&#8217; stato un momento conviviale molto bello, addirittura emozionante nel momento in cui si è capito  come le persone dell&#8217;azienda coinvolte (e parliamo di professionisti di grandissimo spessore come il direttore tecnico ed enologo Franco Giacosa, o il direttore di tenuta Antonio Cufari) hanno accettato il confronto e tenuto nella massima considerazione le opinioni e le idee di tutti. L&#8217;assaggio dei vini ha confermato l&#8217;ottima qualità delle basi, che mescolate nei modi più diversi hanno comunque fornito vini mediamente equilibrati e piacevoli.<span id="more-1152"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: left">Ecco alcuni flash sensoriali della degustazione, con le composizioni dei blend  ed i loro autori.</p>
<p><strong># 1 Speziato, vegetale, rotondo</strong><br />
60% Petit Verdot, 40% Cabernet Sauvignon, 0% Merlot<br />
Dan Lerner<br />
<strong>#2 Austero, fresco, tannico</strong><br />
10% Petit Verdot, 60% Cabernet Sauvignon, 30% Merlot<br />
Luca Risso, Franz Botré, Stefano Lucantoni<br />
<strong>#3 Minerale, gudron, peperone</strong><br />
10% Petit Verdot, 40% Cabernet Sauvignon, 50% Merlot<br />
Gianpaolo Paglia<br />
<strong>#4 Minerale, gudron, tannico</strong><br />
5% Petit Verdot, 65% Cabernet Sauvignon, 30% Merlot<br />
Blend ufficiale Zonin Symposio<br />
<strong>#5 Speziato, vegetale</strong><br />
50% Petit Verdot, 30% Cabernet Sauvignon, 20% Merlot<br />
Stefano Caffari<br />
<strong>#6 Verde, speziato, tannico</strong><br />
10% Petit Verdot, 25% Cabernet Sauvignon, 65% Merlot<br />
Adua Villa<br />
<strong>#7 Cioccolatoso, alcolico, rotondo</strong><br />
60% Petit Verdot, 20% Cabernet Sauvignon, 20% Merlot<br />
Salvo La Rosa, Andrea Gori<br />
<strong>#8 Molto cioccolatoso, alcolico, rotondo</strong><br />
15% Petit Verdot, 35% Cabernet Sauvignon, 50% Merlot<br />
Giuseppe Lisciandrello<br />
<strong>#9 Chiuso, leggermente minerale</strong><br />
4% Petit Verdot, 36% Cabernet Sauvignon, 60% Merlot<br />
Marco Reitano<br />
<strong>#10 Molto verde, speziato, liquirizia</strong><br />
15% Petit Verdot, 25% Cabernet Sauvignon, 60% Merlot<br />
Tony Siino<br />
<strong>#11 Verde, molto speziato</strong><br />
55% Petit Verdot, 40% Cabernet Sauvignon, 5% Merlot<br />
Jacopo Cossater</p>
<p>Per divertimento ho inserito le composizioni dei blend in un triangolo equilatero secondo la regola dei diagrammi di stato ternari. Il triangolo ha ai vertici le composizioni pure monovarietali 100% Cabernet, Merlot e Petit Verdot in senso orario.</p>
<p style="text-align: left"><img class="aligncenter size-full wp-image-1162" src="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/triangolo_fine.jpg" alt="triangolo_fine" width="431" height="419" /><br />
Ogni retta parallela a un lato del triangolo intersecando gli altri due identifica la percentuale del vitigno al vertice opposto.<br />
Come si vede i partecipanti a Myfeudo si sono spaccati abbastanza nettamente tra coloro che hanno limitato la quantità di Petit Verdot sotto il 15%, e coloro che ne hanno impiegato almeno il 50%.<br />
Anche coloro che hanno limitato al minimo il Petit Verdot, si sono divisi abbastanza nettamente tra chi ha preferito far prevalere il Merlot, e chi ha privilegiato il Cabernet. Mentre però gli amanti del Merlot non hanno mostrato di avere le idee chiare (come insieme!) sparpagliandosi un po&#8217; , i fan del Cabernet hanno in pratica proposto tutti la stessa composizione, ed anche il blend ufficiale Symposio se ne è discostato molto poco.<br />
Una certa confusione anche tra gli eterodossi privilegiatori del Petit Verdot, che hanno molto apprezzato le note speziate e vegetali del vitigno, ma non in modo abbastanza univoco.<br />
La mia opinione è che il Cabernet prodotto da Principi di Butera fosse già da solo un vino quasi perfetto, necessitante di piccole semplici correzioni, a differenza del Merlot ed ancora di più del Petit Verdot.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: left">Alcune foto della degustazione</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: left"><a href="http://www.facebook.com/home.php#%21/album.php?aid=160148&amp;id=26336907198">http://www.facebook.com/home.php#!/album.php?aid=160148&amp;id=26336907198</a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: left">
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: left">
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: left">Luk</p>
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		<title>La dura vita del tagliatore di blend</title>
		<link>http://www.thewineblog.it/2010-02-la-dura-vita-del-tagliatore-di-blend/</link>
		<comments>http://www.thewineblog.it/2010-02-la-dura-vita-del-tagliatore-di-blend/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 13:57:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecniche del Vino @it]]></category>
		<category><![CDATA[Vino @it]]></category>
		<category><![CDATA[blend]]></category>
		<category><![CDATA[Cabernet]]></category>
		<category><![CDATA[merlot]]></category>
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		<category><![CDATA[vinitaly]]></category>
		<category><![CDATA[Zonin]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccomi qui con le tre bottiglie di Merlot, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot by My Feudo per realizzare il taglio da portare in degustazione al prossimo Vinitaly. Non è banale. Si potrebbe partire a carrarmato e quindi realizzare e assaggiare tutte le miscele possibili, ma non è una cosa intelligente. Sapete quante miscele diverse si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1057" src="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/grafico-300x225.jpg" alt="grafico" width="300" height="225" /></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Eccomi qui con le tre bottiglie di Merlot, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot by <a href="http://www.myfeudo.it/"><strong>My Feudo</strong></a> per realizzare il taglio da portare in degustazione al prossimo <a href="http://www.vinitaly.com/index.asp">Vinitaly</a>. Non è banale. Si potrebbe partire a carrarmato e quindi realizzare e assaggiare tutte le miscele possibili, ma non è una cosa intelligente.<span id="more-1056"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Sapete quante miscele diverse si possono fare avendo tre vini a disposizione? Tante! Sarebbero infinite se non si ponesse un limite alla quantizzazione delle percentuali relative, ovvero se si dovesse variare l&#8217;apporto di un vino anche infinitesimamente. Anche ammettendo però una ragionevole base del 5% come contributo minimo ammissibile e procedendo per multipli, le possibili combinazioni sono tante.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Proviamo così per sfizio a calcolarle. Se le percentuali dei singoli vini sono X, Y e Z, allora vale la condizione X+Y+Z=100, che è anche l&#8217;equazione di un piano. Con la logica restrizione che X, Y e Z siano numeri positivi il piano si restringe a un triangolo. Se tratta di un blend dove tutti i vini devono essere presenti, allora X, Y e Z non possono essere minori di 5 o maggiori di 90, in quanto ogni vino può variare a multipli di 5% da un minimo del 5% a un massimo di 90%. I valori da 5 a 90 a multipli di 5 sono 18, e le combinazioni possibili sono la somma dei numeri da 1 a 18, ovvero <strong><span style="color: #000080"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline"><a href="http://www.batmath.it/storia/gauss_1_100/gauss_1_100.htm">18*19/2=171</a></span></span></span>. </strong>Decisamente tante. Se la quantizzazione fosse su base del 10%, con lo stesso criterio avremmo solo 36 possibilità. Sempre tante. Usando i 100 cc come base per un assaggio, occorrono 3,6 litri di vino e le tre bottiglie da 750 cc non basterebbero.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Siccome non si può passare le giornate ubriacandosi alla ricerca del blend ideale, penso che farò così. Innanzitutto assaggerò i singoli vini, e deciderò in base al mio gusto quale sia quello che mi sembra più adatto a fare da “spina dorsale”, e poi cercherò di correggere eventuali asperità o mollezze con gli altri due. Il problema è che quando c&#8217;è di mezzo Bacco, i buoni propositi sono destinati a soccombere e la razionalità deve lasciare il posto alla fantasia!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Luk</p>
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		<title>Our Feudo</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 12:01:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino @it]]></category>
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		<category><![CDATA[taglio]]></category>
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		<description><![CDATA[Sarà che sono un facilone capace di entusiasmarsi per poco, ma quando mi è stato proposto di partecipare all&#8217;iniziativa  My Feudo promossa nientepopodimeno che da Zonin, ho detto subito di si in quanto mi pareva una bella idea. Rammento brevemente di cosa si tratta, anche se tutto è spiegato sul sito/blog di My Feudo. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1049" src="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/feudo-300x199.jpg" alt="feudo" width="300" height="199" /></p>
<p>Sarà che sono un facilone capace di entusiasmarsi per poco, ma quando mi è stato proposto di partecipare all&#8217;iniziativa  <a href="http://www.myfeudo.it/"><strong>My Feudo</strong></a> promossa nientepopodimeno che da <a href="http://www.zonin.it/">Zonin</a>, ho detto subito di si in quanto mi pareva una bella idea.</p>
<p><span id="more-1048"></span>Rammento brevemente di cosa si tratta, anche se tutto è spiegato sul sito/<a href="http://www.myfeudo.it/il-progetto/">blog</a> di My Feudo.</p>
<p>La tenuta <a href="http://www.feudobutera.it/home.aspx">Feudo Principi di Butera</a> fa parte del portafoglio di aziende agricole produttrici di vino controllate da Zonin.  La tenuta si trova tra Caltanisetta e Gela, in zona altamente vocata per il Nero d&#8217;Avola,  ma per comprensibili esigenze di mercato sono state impiantate anche alcune vigne a Merlot, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot. In occasione  del lancio del nuovo prodotto ottenuto dal taglio dei vini ottenuti dagli omonimi vitigni, probabilmente già in bottiglia ed etichettato, è stata offerta a 12 esponenti della comunicazione del vino in rete (quindi giornalisti ma anche blogger e appassionati come il sottoscritto) di creare il proprio blend giocando con le basi in purezza spedite loro da Zonin.  Ovviamente l&#8217;impegno conseguente è la discussione in rete e in particolare sul blog di My Feudo delle proprie impressioni, idee, considerazioni mano a mano che l&#8217;iniziativa si dipana.  Alla fine della fiera i tagli proposti dai magnifici 12 saranno imbottigliati e assaggiati alla cieca insieme ad altri degustatori, tra cui l&#8217;enologo ufficiale di Butera <a href="http://www.myfeudo.it/author/franco-giacosa/">Franco Giacosa </a>e il boss, cioè <a href="http://www.myfeudo.it/author/francesco-zonin/">Francesco zonin</a>, al prossimo <a href="http://www.vinitaly.com/index.asp">Vinitaly</a>.</p>
<p>Non è una cosa fantascientifica, ma a me sembra simpatica. Non credo che i miei/nostri suggerimenti potranno ribaltare quello che i professionisti impegnati in cantina hanno già bene in mente, ma non si sa mai, chi non è stupido ascolta sempre.</p>
<p>Mi ha quindi un po&#8217; stupito<a href="http://www.intravino.com/primo-piano/my-feudo-di-zonin-e-il-primo-vino-open-source-o-la-prima-idiozia-del-decennio/#comments"> questa</a> polemica un po&#8217; capziosa e un po&#8217; dietrologica che parla di  &#8220;<strong><span style="font-weight: normal">&#8230; puzza di marketing guasto&#8230; sensazione di una sorta di scaricabarile in versione 2.0&#8230;.  <em>captatio benevolentiae</em> di giornalisti e blogger studiata a tavolino.&#8221;</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal">E&#8217; chiaro che quando iniziative simili sono prese da aziende più piccole, con una forte personalizzazione dei titolari, come ha fatto in passato <a href="http://poggioargentiera.com/">Poggioargentiera</a>, il feeling umano è diverso rispetto a quando a muoversi è una azienda grossa e ramificata come Zonin, ma lo scopo è e resta sempre &#8220;anche&#8221; commerciale.  Ci sta il feeling, il piacere di discutere, la disposizione ad accogliere suggerimenti intelligenti (e non ho motivo di credere che dietro a My Feudo non ci sia anche questo)  ma,  soprattutto in periodi di crisi profonda come questo,  benvenga anche il marketing, se serve a vendere e a mantenere in piedi le aziende invece di chiuderle. </span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal">Quindi <a href="http://www.myfeudo.it/author/luca-risso/">come vedete</a> io ci sarò, per divertirmi possibilmente, o  per dire in ogni caso quello che penso.</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal">Luk<br />
</span></strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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