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	<title>TheWineBlog.net &#187; vermentino</title>
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	<description>An international group blog about wine, with Martin Field, Mike Tommasi and friends</description>
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		<title>VinidAmare</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 22:22:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degustazioni di vino]]></category>
		<category><![CDATA[Vino @it]]></category>
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		<category><![CDATA[liguria]]></category>
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Lunedì 17 Maggio si è svolta la tradizionale manifestazione organizzata dall&#8217;AIS liguria VinidAmare che vede praticamente tutti i produttori liguri  presentare le nuove (e talvolta vecchie) annate delle loro etichette.
Lo splendido scenario di Camogli, in una bella ma per fortuna fresca giornata ha ispirato la degustazione principalmente dei vini bianchi, che oramai hanno raggiunto un livello di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="aligncenter size-full wp-image-1180" src="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/camogli.jpg" alt="camogli" width="454" height="340" /></p>
<p>Lunedì 17 Maggio si è svolta la tradizionale manifestazione organizzata dall&#8217;AIS liguria <a href="http://www.vinidamare.com/evento.htm">VinidAmare</a> che vede praticamente tutti i produttori liguri  presentare le nuove (e talvolta vecchie) annate delle loro etichette.</p>
<p>Lo splendido scenario di Camogli, in una bella ma per fortuna fresca giornata ha ispirato la degustazione principalmente dei vini bianchi, che oramai hanno raggiunto un livello di maturazione tecnica e stilistica notevole e assolutamente in linea con le migliori bottiglie nazionali. Da tutti gli assaggi sono però emersi alcuni campioni assoluti, come il 5 Terre 2008 di <strong>Walter de Battè</strong>, Il vermentino Atys 2007 e 2008 di <strong>Tenuta La Ghiaia</strong>, il vermentino Poggi Alti 2006 di <strong>Santa Caterina</strong> e il vermentino Sarticola 2009 di <strong>Ottaviano Lambruschi, </strong>quest&#8217;ultimo in una veste minerale addirittura poderosa.</p>
<p>Pensandoci bene, il tempo pare avere giovato a molti di questi bianchi che invece sono di solito presentati freschi di imbottigliamento e penalizzati leggermente da fruttati aromi fermentativi. Un po&#8217; di coraggio in più nel proporre anche annate non recenti sarebbe secondo me opportuno, e stimolante, anche perché oramai è evidente che il &#8220;materiale&#8221; c&#8217;è ed è di buona qualità.</p>
<p>Luk</p>
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		<title>Vermentini, Pigati e Vino Lok</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 05:58:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecniche del Vino @it]]></category>
		<category><![CDATA[pigato]]></category>
		<category><![CDATA[vermentino]]></category>
		<category><![CDATA[Vino @it]]></category>

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Prendo in prestito questo video dal Blogger Eustachio Cazzorla per riaprire la questione spinosa delle chiusure alternative all&#8217;amato/odiato tappo in sughero naturale.

L&#8217;occasione mi è fornita da Emanuele Trevia dell&#8217;Azienda Agricola Maria Donata Bianchi, il quale mi ha confidato una assoluta anteprima. Tutte le bottiglie di Pigato e Vermentino DOC, nonché il vino da tavola &#8220;Antico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/l3ysMd9frtg&#038;rel=1"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/l3ysMd9frtg&#038;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="300" height="240"></embed></object></p>
<p>Prendo in prestito questo video dal Blogger <a href="http://www.eusto.it/"><strong>Eustachio Cazzorla</strong></a> per riaprire la questione spinosa delle chiusure alternative all&#8217;amato/odiato tappo in sughero naturale.</p>
<p><span id="more-298"></span><br />
L&#8217;occasione mi è fornita da Emanuele Trevia dell&#8217;Azienda Agricola <a href="http://www.aziendagricolabianchi.com/"><strong>Maria Donata Bianchi</strong></a>, il quale mi ha confidato una assoluta anteprima. Tutte le bottiglie di Pigato e Vermentino DOC, nonché il vino da tavola &#8220;Antico Sfizio&#8221; (in pratica tutti i bianchi aziendali) a partire dal millesimo 2007 (2006 per l&#8217;Antico Sfizio) saranno tappate con l&#8217;innovativa chiusura in vetro <a href="http://www.vino-lok.de/"><strong>Vino Lok</strong></a></p>
<p><img border="0"  alt="uno.jpg" src="/twbimages/uno.jpg" width="250" height="225" style="margin: 0px 5px 5px 0px; float: left;"/><br />
Questa scelta radicale è stata motivata da un paio di bancali di vino imbottigliato con sugheri fallati che hanno destinato il prodotto all&#8217;acetificazione. Effettivamente è sempre più difficile e costoso reperire tappi in sughero di qualità, con un tasso comunque fisiologico di tappi difettosi per inquinamento da Tricloroanisolo (odore di tappo) intorno al 2-3%.<br />
Le alternative non mancano. Si va dai comuni tappi sintetici in tecnopolimeri stampati o estrusi, fino al tappo a vite, oramai dilagante sui mercati internazionali.<br />
In Italia però la situazione è un po&#8217; diversa. Le chiusure alternative al sughero infatti per una sorta di snobbismo un po&#8217; ignorante, sono viste molto male, e associate per lo più a prodotti di basso livello, tipo bottiglione di lambrusco da supermercato.  <BR clear="left"></p>
<p><img border="0" alt="due.jpg" src="/twbimages/due.jpg" width="250" height="275" style="margin: 0px 5px 5px 0px; float: left;" /><br />
Ecco allora che nasce la necessità di trovare una chiusura che sia alternativa al sughero, sicura e garantita sotto il profilo delle caratteristiche enologiche del prodotto, ma anche un po&#8217;&#8221; trendy&#8221;, un po &#8220;cool&#8221;, insomma preziosa, esclusiva e che non dia assolutamente l&#8217;impressione di essere un sistema per risparmiare qualche soldo. Un bel tappo in vetro soddisfa egregiamente tutte queste caratteristiche, anche quella di costare effettivamente di più di un pezzo di sughero! La tenuta nei confronti dell&#8217;ingresso dell&#8217;ossigeno è ottima e duratura,  l&#8217;estetica effettivamente è molto bella e quindi ci sono tutte le premesse per una rapida diffusione sul territorio Italiano, sopratutto per i vini bianchi che devono garantire e preservare i loro freschi profumi fruttati e floreali.<br />
So già quali saranno le obbiezioni che solleveranno gli espertoni, che il vino deve respirare, che il tappo di sughero garantisce una micro-ossigenazione utile all&#8217;evoluzione del prezioso nettare e via trombonando. Ammettiamo pure che sia vero,  anche se nessuno è in grado di dimostrarlo con dati quantitativi. Questo fatto però ha un significato (forse) solo per i vini rossi destinati ad un invecchiamento medio-lungo.<br />
<BR clear="left"></p>
<p><img border="0" alt="tre.jpg" src="/twbimages/tre.jpg" width="250" height="265" style="margin: 0px 5px 5px 0px; float: left;"/><br />
Essi sono però una frazione tutto sommato esigua del prodotto nazionale; quindi per tutto il resto largo al tappo a vite, di vetro, e anche,  perché no, a corona. In fondo i migliori Champagne invecchiano egregiamente per moltissimi anni chiusi proprio da una volgare &#8220;gretta&#8221;.  Attenzione però. Usare chiusure che effettivamente riducono la possibilità per l&#8217;ossigeno di entrare nella bottiglia,  impone qualche cautela enologica. Ad esempio appare non solo benvenuta, ma anche talvolta necessaria una minore solfitazione del prodotto all&#8217;imbottigliamento. I rischi che si possono correre sono quelli dell&#8217;insorgere con il tempo di spiacevoli odori di riduzione, come bene illustrato da questo articolo super tecnico  di <a href="http://www.nzic.org.nz/CiNZ/articles/Limmer_69_3.pdf"><strong>Alan Limmer</strong></a>, riferito in verità ai Sauvignon Blanc neozelandesi, quasi tutti rigorosamente chiusi con tappo a vite. E&#8217; questo infatti fin&#8217;ora l&#8217;unico difetto sperimentalmente attribuibile (seppur indirettamente) a tale tipo di chiusura.<br />
<BR clear="left"></p>
<p>Luk</p>
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