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	<title>TheWineBlog.net &#187; merlot</title>
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	<description>An international group blog about wine, with Martin Field, Mike Tommasi and friends</description>
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		<title>E&#8217; nato Symposio</title>
		<link>http://www.thewineblog.it/2010-04-e-nato-symposio/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 13:30:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino @it]]></category>
		<category><![CDATA[Cabernet]]></category>
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		<category><![CDATA[Principi di Butera]]></category>
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		<description><![CDATA[

Il primo vino open source, cioè il nuovo vino della tenuta Feudo Principi di Butera del gruppo Zonin, ha finalmente visto la luce.  I 13 sedicenti esperti che attraverso l&#8217;iniziativa My Feudo si sono confrontati e messi in gioco per selezionare il miglior blend a base di Cabernet, Merlot, e Petit Verdot, si sono trovati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: center"><img class="aligncenter size-large wp-image-1153" src="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/vinitaly0001-1024x768.jpg" alt="vinitaly0001" width="430" height="323" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: left">Il primo vino open source, cioè il nuovo vino della tenuta <a href="http://www.feudobutera.it/default2.aspx">Feudo Principi di Butera</a> del gruppo<a href="http://www.casavinicolazonin.it/"> Zonin</a>, ha finalmente visto la luce.  I 13 sedicenti esperti che attraverso l&#8217;iniziativa <a href="http://www.myfeudo.it/">My Feudo</a> si sono confrontati e messi in gioco per selezionare il miglior blend a base di Cabernet, Merlot, e Petit Verdot, si sono trovati in occasione di <a href="http://www.vinitaly.com/index.asp">Vinitaly 2010</a> nello stand Zonin per assaggiare tutti i tagli proposti, compreso quello ufficiale  messo in commercio da quest&#8217;anno con il nome di Symposio. Anche questo nome è stato selezionato attraverso la partecipazione dei lettori del blog di My Feudo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: left">E&#8217; stato un momento conviviale molto bello, addirittura emozionante nel momento in cui si è capito  come le persone dell&#8217;azienda coinvolte (e parliamo di professionisti di grandissimo spessore come il direttore tecnico ed enologo Franco Giacosa, o il direttore di tenuta Antonio Cufari) hanno accettato il confronto e tenuto nella massima considerazione le opinioni e le idee di tutti. L&#8217;assaggio dei vini ha confermato l&#8217;ottima qualità delle basi, che mescolate nei modi più diversi hanno comunque fornito vini mediamente equilibrati e piacevoli.<span id="more-1152"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: left">Ecco alcuni flash sensoriali della degustazione, con le composizioni dei blend  ed i loro autori.</p>
<p><strong># 1 Speziato, vegetale, rotondo</strong><br />
60% Petit Verdot, 40% Cabernet Sauvignon, 0% Merlot<br />
Dan Lerner<br />
<strong>#2 Austero, fresco, tannico</strong><br />
10% Petit Verdot, 60% Cabernet Sauvignon, 30% Merlot<br />
Luca Risso, Franz Botré, Stefano Lucantoni<br />
<strong>#3 Minerale, gudron, peperone</strong><br />
10% Petit Verdot, 40% Cabernet Sauvignon, 50% Merlot<br />
Gianpaolo Paglia<br />
<strong>#4 Minerale, gudron, tannico</strong><br />
5% Petit Verdot, 65% Cabernet Sauvignon, 30% Merlot<br />
Blend ufficiale Zonin Symposio<br />
<strong>#5 Speziato, vegetale</strong><br />
50% Petit Verdot, 30% Cabernet Sauvignon, 20% Merlot<br />
Stefano Caffari<br />
<strong>#6 Verde, speziato, tannico</strong><br />
10% Petit Verdot, 25% Cabernet Sauvignon, 65% Merlot<br />
Adua Villa<br />
<strong>#7 Cioccolatoso, alcolico, rotondo</strong><br />
60% Petit Verdot, 20% Cabernet Sauvignon, 20% Merlot<br />
Salvo La Rosa, Andrea Gori<br />
<strong>#8 Molto cioccolatoso, alcolico, rotondo</strong><br />
15% Petit Verdot, 35% Cabernet Sauvignon, 50% Merlot<br />
Giuseppe Lisciandrello<br />
<strong>#9 Chiuso, leggermente minerale</strong><br />
4% Petit Verdot, 36% Cabernet Sauvignon, 60% Merlot<br />
Marco Reitano<br />
<strong>#10 Molto verde, speziato, liquirizia</strong><br />
15% Petit Verdot, 25% Cabernet Sauvignon, 60% Merlot<br />
Tony Siino<br />
<strong>#11 Verde, molto speziato</strong><br />
55% Petit Verdot, 40% Cabernet Sauvignon, 5% Merlot<br />
Jacopo Cossater</p>
<p>Per divertimento ho inserito le composizioni dei blend in un triangolo equilatero secondo la regola dei diagrammi di stato ternari. Il triangolo ha ai vertici le composizioni pure monovarietali 100% Cabernet, Merlot e Petit Verdot in senso orario.</p>
<p style="text-align: left"><img class="aligncenter size-full wp-image-1162" src="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/triangolo_fine.jpg" alt="triangolo_fine" width="431" height="419" /><br />
Ogni retta parallela a un lato del triangolo intersecando gli altri due identifica la percentuale del vitigno al vertice opposto.<br />
Come si vede i partecipanti a Myfeudo si sono spaccati abbastanza nettamente tra coloro che hanno limitato la quantità di Petit Verdot sotto il 15%, e coloro che ne hanno impiegato almeno il 50%.<br />
Anche coloro che hanno limitato al minimo il Petit Verdot, si sono divisi abbastanza nettamente tra chi ha preferito far prevalere il Merlot, e chi ha privilegiato il Cabernet. Mentre però gli amanti del Merlot non hanno mostrato di avere le idee chiare (come insieme!) sparpagliandosi un po&#8217; , i fan del Cabernet hanno in pratica proposto tutti la stessa composizione, ed anche il blend ufficiale Symposio se ne è discostato molto poco.<br />
Una certa confusione anche tra gli eterodossi privilegiatori del Petit Verdot, che hanno molto apprezzato le note speziate e vegetali del vitigno, ma non in modo abbastanza univoco.<br />
La mia opinione è che il Cabernet prodotto da Principi di Butera fosse già da solo un vino quasi perfetto, necessitante di piccole semplici correzioni, a differenza del Merlot ed ancora di più del Petit Verdot.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: left">Alcune foto della degustazione</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: left"><a href="http://www.facebook.com/home.php#%21/album.php?aid=160148&amp;id=26336907198">http://www.facebook.com/home.php#!/album.php?aid=160148&amp;id=26336907198</a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: left">
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: left">
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: left">Luk</p>
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		<title>La dura vita del tagliatore di blend</title>
		<link>http://www.thewineblog.it/2010-02-la-dura-vita-del-tagliatore-di-blend/</link>
		<comments>http://www.thewineblog.it/2010-02-la-dura-vita-del-tagliatore-di-blend/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 13:57:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecniche del Vino @it]]></category>
		<category><![CDATA[Vino @it]]></category>
		<category><![CDATA[blend]]></category>
		<category><![CDATA[Cabernet]]></category>
		<category><![CDATA[merlot]]></category>
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		<category><![CDATA[vinitaly]]></category>
		<category><![CDATA[Zonin]]></category>

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		<description><![CDATA[

Eccomi qui con le tre bottiglie di Merlot, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot by My Feudo per realizzare il taglio da portare in degustazione al prossimo Vinitaly. Non è banale. Si potrebbe partire a carrarmato e quindi realizzare e assaggiare tutte le miscele possibili, ma non è una cosa intelligente.
Sapete quante miscele diverse si possono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1057" src="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/grafico-300x225.jpg" alt="grafico" width="300" height="225" /></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Eccomi qui con le tre bottiglie di Merlot, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot by <a href="http://www.myfeudo.it/"><strong>My Feudo</strong></a> per realizzare il taglio da portare in degustazione al prossimo <a href="http://www.vinitaly.com/index.asp">Vinitaly</a>. Non è banale. Si potrebbe partire a carrarmato e quindi realizzare e assaggiare tutte le miscele possibili, ma non è una cosa intelligente.<span id="more-1056"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Sapete quante miscele diverse si possono fare avendo tre vini a disposizione? Tante! Sarebbero infinite se non si ponesse un limite alla quantizzazione delle percentuali relative, ovvero se si dovesse variare l&#8217;apporto di un vino anche infinitesimamente. Anche ammettendo però una ragionevole base del 5% come contributo minimo ammissibile e procedendo per multipli, le possibili combinazioni sono tante.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Proviamo così per sfizio a calcolarle. Se le percentuali dei singoli vini sono X, Y e Z, allora vale la condizione X+Y+Z=100, che è anche l&#8217;equazione di un piano. Con la logica restrizione che X, Y e Z siano numeri positivi il piano si restringe a un triangolo. Se tratta di un blend dove tutti i vini devono essere presenti, allora X, Y e Z non possono essere minori di 5 o maggiori di 90, in quanto ogni vino può variare a multipli di 5% da un minimo del 5% a un massimo di 90%. I valori da 5 a 90 a multipli di 5 sono 18, e le combinazioni possibili sono la somma dei numeri da 1 a 18, ovvero <strong><span style="color: #000080"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline"><a href="http://www.batmath.it/storia/gauss_1_100/gauss_1_100.htm">18*19/2=171</a></span></span></span>. </strong>Decisamente tante. Se la quantizzazione fosse su base del 10%, con lo stesso criterio avremmo solo 36 possibilità. Sempre tante. Usando i 100 cc come base per un assaggio, occorrono 3,6 litri di vino e le tre bottiglie da 750 cc non basterebbero.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Siccome non si può passare le giornate ubriacandosi alla ricerca del blend ideale, penso che farò così. Innanzitutto assaggerò i singoli vini, e deciderò in base al mio gusto quale sia quello che mi sembra più adatto a fare da “spina dorsale”, e poi cercherò di correggere eventuali asperità o mollezze con gli altri due. Il problema è che quando c&#8217;è di mezzo Bacco, i buoni propositi sono destinati a soccombere e la razionalità deve lasciare il posto alla fantasia!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Luk</p>
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		<title>Our Feudo</title>
		<link>http://www.thewineblog.it/2010-01-our-feudo/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 12:01:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino @it]]></category>
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		<category><![CDATA[taglio]]></category>
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		<description><![CDATA[
Sarà che sono un facilone capace di entusiasmarsi per poco, ma quando mi è stato proposto di partecipare all&#8217;iniziativa  My Feudo promossa nientepopodimeno che da Zonin, ho detto subito di si in quanto mi pareva una bella idea.
Rammento brevemente di cosa si tratta, anche se tutto è spiegato sul sito/blog di My Feudo.
La tenuta Feudo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1049" src="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/feudo-300x199.jpg" alt="feudo" width="300" height="199" /></p>
<p>Sarà che sono un facilone capace di entusiasmarsi per poco, ma quando mi è stato proposto di partecipare all&#8217;iniziativa  <a href="http://www.myfeudo.it/"><strong>My Feudo</strong></a> promossa nientepopodimeno che da <a href="http://www.zonin.it/">Zonin</a>, ho detto subito di si in quanto mi pareva una bella idea.</p>
<p><span id="more-1048"></span>Rammento brevemente di cosa si tratta, anche se tutto è spiegato sul sito/<a href="http://www.myfeudo.it/il-progetto/">blog</a> di My Feudo.</p>
<p>La tenuta <a href="http://www.feudobutera.it/home.aspx">Feudo Principi di Butera</a> fa parte del portafoglio di aziende agricole produttrici di vino controllate da Zonin.  La tenuta si trova tra Caltanisetta e Gela, in zona altamente vocata per il Nero d&#8217;Avola,  ma per comprensibili esigenze di mercato sono state impiantate anche alcune vigne a Merlot, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot. In occasione  del lancio del nuovo prodotto ottenuto dal taglio dei vini ottenuti dagli omonimi vitigni, probabilmente già in bottiglia ed etichettato, è stata offerta a 12 esponenti della comunicazione del vino in rete (quindi giornalisti ma anche blogger e appassionati come il sottoscritto) di creare il proprio blend giocando con le basi in purezza spedite loro da Zonin.  Ovviamente l&#8217;impegno conseguente è la discussione in rete e in particolare sul blog di My Feudo delle proprie impressioni, idee, considerazioni mano a mano che l&#8217;iniziativa si dipana.  Alla fine della fiera i tagli proposti dai magnifici 12 saranno imbottigliati e assaggiati alla cieca insieme ad altri degustatori, tra cui l&#8217;enologo ufficiale di Butera <a href="http://www.myfeudo.it/author/franco-giacosa/">Franco Giacosa </a>e il boss, cioè <a href="http://www.myfeudo.it/author/francesco-zonin/">Francesco zonin</a>, al prossimo <a href="http://www.vinitaly.com/index.asp">Vinitaly</a>.</p>
<p>Non è una cosa fantascientifica, ma a me sembra simpatica. Non credo che i miei/nostri suggerimenti potranno ribaltare quello che i professionisti impegnati in cantina hanno già bene in mente, ma non si sa mai, chi non è stupido ascolta sempre.</p>
<p>Mi ha quindi un po&#8217; stupito<a href="http://www.intravino.com/primo-piano/my-feudo-di-zonin-e-il-primo-vino-open-source-o-la-prima-idiozia-del-decennio/#comments"> questa</a> polemica un po&#8217; capziosa e un po&#8217; dietrologica che parla di  &#8220;<strong><span style="font-weight: normal">&#8230; puzza di marketing guasto&#8230; sensazione di una sorta di scaricabarile in versione 2.0&#8230;.  <em>captatio benevolentiae</em> di giornalisti e blogger studiata a tavolino.&#8221;</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal">E&#8217; chiaro che quando iniziative simili sono prese da aziende più piccole, con una forte personalizzazione dei titolari, come ha fatto in passato <a href="http://poggioargentiera.com/">Poggioargentiera</a>, il feeling umano è diverso rispetto a quando a muoversi è una azienda grossa e ramificata come Zonin, ma lo scopo è e resta sempre &#8220;anche&#8221; commerciale.  Ci sta il feeling, il piacere di discutere, la disposizione ad accogliere suggerimenti intelligenti (e non ho motivo di credere che dietro a My Feudo non ci sia anche questo)  ma,  soprattutto in periodi di crisi profonda come questo,  benvenga anche il marketing, se serve a vendere e a mantenere in piedi le aziende invece di chiuderle. </span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal">Quindi <a href="http://www.myfeudo.it/author/luca-risso/">come vedete</a> io ci sarò, per divertirmi possibilmente, o  per dire in ogni caso quello che penso.</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal">Luk<br />
</span></strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Spopolo! (Ovvero del vino ai tempi della crisi)</title>
		<link>http://www.thewineblog.it/2009-09-spopolo-ovvero-del-vino-ai-tempi-della-crisi/</link>
		<comments>http://www.thewineblog.it/2009-09-spopolo-ovvero-del-vino-ai-tempi-della-crisi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 12:27:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino @it]]></category>
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		<category><![CDATA[coldiretti]]></category>
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		<category><![CDATA[vino in garage]]></category>

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		<description><![CDATA[La crisi ha picchiato duro, è evidente, e la capacità di spesa delle famiglie italiane si è ridotta alquanto anche nel settore del vino. Cosa suggerisce allora Domenico Bosco, responsabile del settore vino della Coldiretti? Ma fatevi il Vino in Garage, perbacco! Lo spiega lui stesso così alla agenzia Adnkronos.


&#8220;Portare a tavola vino ottenuto direttamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left">La crisi ha picchiato duro, è evidente, e la capacità di spesa delle famiglie italiane si è ridotta alquanto anche nel settore del vino. Cosa <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/?id=3.0.3720184362">suggerisce</a> allora <strong>Domenico Bosco</strong>, responsabile del settore vino della <a href="http://www.coldiretti.it">Coldiretti</a>? Ma fatevi il <a href="http://www.tigulliovino.it/rubrica.php?ID=30">Vino in Garage</a>, perbacco! Lo spiega lui stesso così alla agenzia <a href="http://www.adnkronos.com">Adnkronos</a>.</p>
<p><!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/xzy8Czcit68&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/xzy8Czcit68&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="355" ></embed><param name="wmode" value="transparent" /></object></span></p>
<p style="text-align: left"><span id="more-876"></span></p>
<p>&#8220;Portare a tavola vino ottenuto direttamente in cantina dall&#8217;uva, acquistata in campagna, è possibile grazie alle nuove tecnologie innovative che consentono di combattere la moltiplicazione dei prezzi dal campo alla tavola e garantiscono la qualità e la genuinità del prodotto&#8221;. E chi vuole assaporare il piacere di un prodotto fatto in casa trova sul mercato le attrezzature necessarie. Per un vino fatto in casa servono <span style="font-weight: bold">pigiatrici di dimensioni ridotte</span>, da tenere in cantina, abbinate a un piccolo torchio meccanico che consentono di fare il mosto dopo aver acquistato uva direttamente dalle aziende agricole. E l&#8217;impegno è ricompensato anche sul fronte economico. L&#8217;uva da vino quest&#8217;anno sarà venduta in molti casi a prezzi non superiori a 20 centesimi al chilo e considerando una resa del 75 per cento è possibile produrre -- assicura Bosco -- <span style="font-weight: bold">un litro di vino  con una spesa di meno di 30 centesimi</span>, meno di un decimo del costo di  un buon vino al supermercato.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-894" src="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/pigiatura.png" alt="Pigiatura" width="176" height="176" /></p>
<p>Ma all&#8217;analisi economica, avverte l&#8217;esperto vino della Coldiretti, &#8220;va aggiunta la possibilità di garantirsi l&#8217;origine e la qualità del prodotto che si realizza insieme alla <span style="font-weight: bold">soddisfazione di offrire ai propri familiari ed agli ospiti un prodotto veramente esclusivo</span>&#8220;. Ma per realizzare il vino &#8216;fatto in  casa&#8217; e&#8217; necessario un piccolo investimento per le attrezzature.&#8221;Per <span style="font-weight: bold">un kit da buon vinaio</span> occorrono all&#8217;incirca -conclude Bosco- <span style="font-weight: bold"> tra i 500 e i 1000 euro</span> e comprende almeno una pigiatrice, un piccolo torchio, un paio di tini e qualche damigiana per far maturare il vino prima dell&#8217;imbottigliamento&#8221;.</p>
<p>A parte il<strong> &#8220;ci avevo già pensato io&#8221;</strong> di prammatica, metterei in guardia coloro che pensano che fare il vino in casa sia davvero conveniente economicamente dal lanciarsi a capofitto nell&#8217;impresa. E&#8217; possibile che la vostra bottiglia di vino alla fine vi costi più del <a href="http://www.sassicaia.com/">Sassicaia</a>,  ma vi piaccia anche un po&#8217; meno. Se invece il solo immaginare questa cosa scatena in voi sottili vibrazioni sottocutanee, bene, siete dei nostri!</p>
<p>Luk</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Merlot, ultima frontiera</title>
		<link>http://www.thewineblog.it/2009-01-merlot-ultima-frontiera/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 13:36:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degustazioni di vino]]></category>
		<category><![CDATA[merlot]]></category>
		<category><![CDATA[Vino @it]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cmarc.net/WordPress/international/2009/merlot-ultima-frontiera/</guid>
		<description><![CDATA[
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Il mio più valido collaboratore, tornando per le vacanze di Natale in Albania, conoscendo le mie insane passioni mi ha portato in regalo una bottiglia di Merlot locale. Non si tratta del prodotto di una piccola azienda, ma di un produttore apparentemente &#8220;importante&#8221;, con il nome altisonante di  Gjergj Kastrioti &#8220;Skenderbeu&#8221;,  eroe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="albamerlo1.jpg" src="/twbimages/albamerlo1.jpg" width="400" height="170" /><br />
<a href="http://www.thewineblog.net/vino/archives/albamerlo1.html" onclick="window.open('http://www.thewineblog.net/vino/archives/albamerlo1.html','popup','width=738,height=310,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false">View image</a><br />
Il mio più valido collaboratore, tornando per le vacanze di Natale in Albania, conoscendo le mie insane passioni mi ha portato in regalo una bottiglia di Merlot locale. Non si tratta del prodotto di una piccola azienda, ma di un <a href="http://kantina-skenderbeu.com/index_en.html"><strong>produttore</strong></a> apparentemente &#8220;importante&#8221;, con il nome altisonante di  <strong>Gjergj Kastrioti &#8220;Skenderbeu&#8221;</strong>,  eroe nazionale albanese perito nella guerra contro l&#8217;impero Ottomano. Una cantina recensita addirittura da un <a href="http://www.bkwine.com/wine_pictures/balkan/pijeve-skenderbeg/pijeve-skenderbeg.htm"><strong>sito</strong></a> svedese dedicato alle scorribande enoiche.<br />
Questa azienda pruduce un Merlot, un Cabernet, un Riesling, ed un autocnono <a href="http://www.winepros.com.au/jsp/cda/reference/oxford_entry.jsp?entry_id=52">Shesh i zi</a>.<br />
Mi ha fatto sorridere sorseggiare un Merlot albanese, senza annata riportata sulla bottiglia, perfetto prototipo del vino globalizzato, dal lieve profumo e gusto di trucioli, piatto e inoffensivo. Mi chiedo quale possa essere il suo costo di produzione, o quanto possa costare importarne qualche cisterna in Toscana, o giù di li, zona Chianti o perfino Montalcino&#8230;<br />
Kantina e Pijeve Gjergj Kastrioti &#8220;Skenderbeu&#8221; Sh.a.<br />
Rrashbull, Durres<br />
Tel. 052 64627, 052 64628<br />
Luk</p>
]]></content:encoded>
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