Articoli con Tag ‘maremma’

Vallerana: un ciliegiolo non banale

Posted by Luca Risso on 5 March 2011 in Degustazioni di vino, Vino

Ho una passione particolare per il Ciliegiolo. Si tratta di uno dei miei vitigni preferiti, non tanto per le qualità del vino che produce, quanto per il suo carattere spavaldo ed esuberante. Dalle mie parti dove prosperano felicemente, le piante di Ciliegiolo sono sempre le più sane e opulente, ricche di grappoli e generose. Non sembrano essere particolarmente suscettibili alle malattie, se non un po’ all’oidio e in annate piovose alla botrite a causa della compattezza del grappolo mai spargolo. Amano posizioni ben soleggiate e ventilate. I grappoli sono bellissimi, scuri, non troppo grandi come invece sono gli acini. Le foglie sono ampie, di solito pentalobate e con una bella dentellatura, di colore verde chiaro. Come altri vitigni italiani il ciliegiolo è ricchissimo di antociani e tannini, questi ultimi non finissimi di solito, per cui il vino che se ne ricava tende ad avere carattere di rusticità. Per contro il contenuto zuccherino è sempre elevato, e l’acidità non alta, per cui è il vitigno ideale per impianti di resa elevata e per produrre grandi quantità di vino che comunque avrà abbastanza alcol, profumi ed estratto, e non sarà mai troppo acido. Read the rest of this entry

Il sangiovese è bianco

Posted by Luca Risso on 8 June 2010 in Vino

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Quando si partecipa a manifestazioni vinose capita sovente di essere sopraffatti dagli assaggi. Intendo dire che solitamente si incomincia pensando di seguire un programma, ad esempio prima i vini bianchi del nord Italia, poi quelli del meridione, poi i vini rosati e infine i rossi più impegnativi; capita invece dopo pochi assaggi di essere irresistibilmente attratti da un amarone famoso, proprio vicino al tavolo del produttore di un recioto irresistibile; poi incontri l’amico che deve assolutamente farti sentire quel fantastico spumante metodo classico, da confrontare ovviamente con qualche prosecco. Insomma dopo poco si corre il rischio di andare in saturazione, e di non riuscire più ad apprezzare bene i caratteri distintivi dei vari vini, i pregi o gli eventuali difetti.  Insomma ci vuole un buon allenamento, ma alla fine fra 100 assaggi sono sempre pochi quelli che ti colpiscono davvero e si imprimono distintamente nella memoria. Read the rest of this entry