Pubblicato da Luca Risso il 22/01/2007 in Vino

La recente nuova campagna pubblicitaria dell’Asti spumante ha accompagnato le nostre festività natalizie. Sono convinto che le vendite di questo prodotto che già marciava con il vento in poppa ne abbiano tratto ulteriore beneficio. D’altronde sono stati investiti per tale operazione, della durata di 4 anni, ben 40 milioni di euro, ed il video clip che abbiamo visto passare innumerevoli volte in tv era molto bello, come già fatto osservare da più autorevoli commentatori tra cui Quintomiglio.
Una volta si chiamava reclame una iniziativa che aveva come scopo semplicemente aumentare le vendite di un determinato prodotto. Poi è stato scoperto Watzlawick e l’obiettivo è diventato comunicare quel prodotto attraverso il Marketing.
Adesso leggo testualmente che l’obiettivo della campagna dell’Asti è “il cambiamento della percezione attuale che il consumatore italiano ha del vino piemontese ottenuto dal moscato bianco. Una percezione che, secondo quanto risulta dalle ricerche di mercato, associa l’Asti DOCG quasi esclusivamente alle festività e lo interpreta come un prodotto economico, legato alla grande distribuzione e, nonostante il disciplinare di produzione controllata e garantita, non riconducibile alla zona di origine. Un prodotto che, dopo decenni di sedimentazione di queste valutazioni, viene considerato vecchio, incapace di adattarsi ai cambiamenti degli usi e dei costumi degli italiani. La nuova comunicazione vuole partire dalle radici di questo vino, con la finalità di ricollegare l’Asti DOCG al suo territorio e di riposizionarlo come prodotto di qualità.”
Probabilmente nei prossimi tre anni esordiranno eccellenti millesimati di Cinzano, grand cru di Riccadonna, o anche discreti Bosca satén. Per il momento quella appena vista mi è sembrata solo una ottima reclame.
Luk
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Pubblicato da Luca Risso il 08/01/2007 in Vino

leggo QUI che il Consiglio direttivo dell’Onav (assaggiatori di vino) di Imperia, ha organizzato una serie di incontri che si terranno presso il Frantoio Giromela in via Nazionale a Pontedassio alle ore 21.
Martedì 13 marzo l’argomento sarà il seguente:
“Il mondo del vino si trasforma” – Tecnologie innovative in vinificazione. Degustazione guidata di vini elaborati con macerazione prefermentativa a freddo e utilizzo dei “chips”. Enologo Mario Redoglia.
Per chi fosse interessato ad approfondire la tematica, è possibile prenotare al numero: 339/5288094 o all’e-mail imperia@onav.it.
Sembra che la corsa al truciolo porceda inesorabile, e quindi nuovi strumenti di formazione si rendano indispensabili.
Luk
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Pubblicato da Luca Risso il 22/12/2006 in Tecniche del Vino

Forse non tutti hanno familiarità con Espacenet. Si tratta di un potente motore di ricerca brevettuale europeo. In pratica nella modalità di ricerca veloce è sufficiente digitare una parola chiave, indicare se si tratta del nome di una persona, di un’azienda oppure semplicemente un termine qualsiasi, e tutti i brevetti contenuti nei principali data base salteranno fuori magicamente all’improvviso. Siccome non sono un tipo originale e questo blog parla di vino, ho provato a digitare wine, e a lanciare la ricerca “worldwide” ed ho visto comparire 13842 brevetti ordinati per data di registrazione nel database.
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Pubblicato da Luca Risso il 21/12/2006 in Degustazioni di vino

Ero molto incuriosito dai commenti incoraggianti su questo prosecco e quando ho visto la bottiglia sullo scaffale della drogheria Farnese di Vado Ligure al prezzo di 11 euro, mi sono subito detto: “Ecco la bottiglia per il Vino dei Blogger # 3″.
L’intento del produttore sembra quello di creare un prodotto d’eccellenza, un concentrato di prosecchità, tale da elevare l’immagine del frizzantino da aperitivo al bar, allo status di nobile bollicina da tutto pasto.
Dico subito che nei limiti della mia opinione ed esperienza personale basata su una sola bottiglia, tale obbiettivo non è stato raggiunto.
Un eccesso di fiducia mi ha indotto ad abbinare il malcapitato ad un piatto di testaroli al sugo di funghi (secchi, ma raccolti e seccati da me!). Trascuriamo finezze quali colore e perlage, probabilmente nella norma, ma che l’ambiente conviviale e pre festaiolo mi ha impedito di cogliere. Il naso mi è sembrato però abbastanza scialbo, privo di quelle impertinenze aromatiche che fanno amare o odiare un prosecco, basate su profumi di pera e fiori bianchi, seppur con qualche nota di complessità minerale, e di crosta di pane, ma senza lo slancio e l’ampiezza di un buon metodo classico.
In bocca poi il vino è stato sovrastato dai funghi, mostrando un finale persistente ma fastidiosamente amarognolo.
Concludo dunque facendo a tutti un grandissimo augurio di sereno natale, da festeggiare brindando magari con un’altra bottiglia!
Luk
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Pubblicato da Luca Risso il 17/12/2006 in Vino

Sono un po’ commosso. Mentre dalle nostre parti si discute di sciampiste , altrove ci (ma anche mi e vi) hanno nominato uomo dell’anno.
Il riconoscimento va a tutti i web-surfer che compaiono on line con i cosiddetti user-generated content (contenuti prodotti dall’utente): i blog, ad esempio, i siti di video come YouTube, o il “social network” MySpace.
” Per aver preso le redini dei media globali, per aver fondato e aver dato forma alla nuova democrazia digitale, per aver lavorato gratis e aver battuto i professionisti al loro stesso gioco, la Persona dell’Anno 2006 di Time siete voi”
Complimenti a tutti voi quindi e, di tutto cuore, tantissimi auguri

Luk
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Pubblicato da Luca Risso il 05/12/2006 in Vino

Fino a che punto pensiamo che la tecnologia possa introdursi in cantina per migliorare o modificare il processo di trasformazione del mosto in vino? E’ ammissibile la chimica? Mi sembra opinione diffusa di no, se si eccettua l’inevitabile e sperabilmente oculato impiego di anidride solforosa. Perché riteniamo più accettabile la fisica, attraverso il controllo della temperatura di fermentazione, che determina entro pochi gradi di differenza profili aromatici completamente diversi dei vini prodotti, soprattutto se in abbinamento con i lieviti giusti? Osmosi inversa e concentratori sono per noi farina del diavolo o un segno di progresso?
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Pubblicato da Luca Risso il 28/11/2006 in Degustazioni di vino

L’etichetta recita “Poggio Gherardo Chianti DOCG”, imbottigliato da C.S.C. – S.C.A.R.L. Tavernelle Val di Pesa, Firenze.
Versato il vino nel bicchiere, il colore appare di un bel rubino brillante, anche se non molto carico. Il naso attacca con profumi tipici di viola, sottobosco ed un pizzico di liquirizia; non si sentono fortunatamente influenze legnose, passibili di sospetto truciolaggio.
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Pubblicato da Luca Risso il 28/11/2006 in Vino

Quale aspetto aborro della biodinamica e di altre para-fanta-scienze?
Questo! (link)
“Secondo Joly, una ricercatrice danese aveva fatto una cristallizzazione sensibile del vino contenuto in una bottiglia con etichetta e relativo codice a barre e poi del vino di una bottiglia dello stesso lotto, ma senza etichetta e quindi senza codice a barra. Stranamente i risultati delle due cristallizzazioni furono diversi: si avevano più forze vitali nella bottiglia senza codice a barre, pur avendo lo stesso vino. Nella presentazione dell’articolo si spiega che, per disattivare le influenze negative del codice a barre, basta rompere lo stesso codice con un coltello o qualche altro oggetto appena acquistata la bottiglia di vino.”
Luk
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Pubblicato da Luca Risso il 19/11/2006 in Vino e Cibo

Non credevo che lo avrei mai fatto, ed invece oggi ho varcato la soglia del centro sociale Buridda per partecipare alla manifestazione Critical Wine, fortemente voluta da Luigi Veronelli per “difendere i piccoli produttori agricoli dallo strapotere delle multinazionali agro-alimentari”.
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Pubblicato da Luca Risso il 10/11/2006 in Degustazioni di vino

Non un vino qualsiasi, ma bollicine! Roba da sciuri, anche se la foto dimostra il prezzo di euro 4,49 sugli scaffali della grande distribuzione. Del lumassina parlai in un ormai lontano post.
Si tratta di un vitigno diffuso tra Savona e Albenga, che ha nella spiccata acidità la caratteristica più saliente, unita a profumi delicati di erbe aromatiche. La spumantizzazione sembrerebbe quindi una via promettente, insieme all’appassimento che però non riscuote la stessa fortuna.
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