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	<title>TheWineBlog.net</title>
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	<description>An international group blog about wine, with Martin Field, Mike Tommasi and friends</description>
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		<title>Il sangiovese è bianco</title>
		<link>http://www.thewineblog.it/2010-06-il-sangiovese-e-bianco/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 21:40:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino @it]]></category>
		<category><![CDATA[maremma]]></category>
		<category><![CDATA[morellino]]></category>
		<category><![CDATA[Poggio al Toro]]></category>
		<category><![CDATA[Sangiovese]]></category>
		<category><![CDATA[Sangiovese bianco]]></category>
		<category><![CDATA[Terroir Vino]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[
Quando si partecipa a manifestazioni vinose capita sovente di essere sopraffatti dagli assaggi. Intendo dire che solitamente si incomincia pensando di seguire un programma, ad esempio prima i vini bianchi del nord Italia, poi quelli del meridione, poi i vini rosati e infine i rossi più impegnativi; capita invece dopo pochi assaggi di essere irresistibilmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1223" src="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/etichetta-ex-rubro1-300x202.jpg" alt="etichetta-ex-rubro" width="300" height="202" /></p>
<p>Quando si partecipa a manifestazioni vinose capita sovente di essere sopraffatti dagli assaggi. Intendo dire che solitamente si incomincia pensando di seguire un programma, ad esempio prima i vini bianchi del nord Italia, poi quelli del meridione, poi i vini rosati e infine i rossi più impegnativi; capita invece dopo pochi assaggi di essere irresistibilmente attratti da un amarone famoso, proprio vicino al tavolo del produttore di un recioto irresistibile; poi incontri l’amico che deve assolutamente farti sentire quel fantastico spumante metodo classico, da confrontare ovviamente con qualche prosecco. Insomma dopo poco si corre il rischio di andare in saturazione, e di non riuscire più ad apprezzare bene i caratteri distintivi dei vari vini, i pregi o gli eventuali difetti.  Insomma ci vuole un buon allenamento, ma alla fine fra 100 assaggi sono sempre pochi quelli che ti colpiscono davvero e si imprimono distintamente nella memoria.<span id="more-1220"></span></p>
<p>A <a href="http://www.terroirvino.it/">Terroir Vino</a> (appena concluso) è stato facile assaggiare tanti vini davvero eccellenti, ma uno più degli altri mi è sembrato originale, sia per l’idea di base che per la sua realizzazione.</p>
<p>Si sa che è difficile produrre vini bianchi dotati di freschezza e profumi intriganti in terre calde come quella maremmana, dove invece come è noto si trova a suo agio il sangiovese. Vincenzo Piaceri di <a href="http://www.poggioaltorovini.com">Poggio al Toro</a> ha fatto allora una bella pensata e ha vinificato in bianco l’uva del morellino, vendemmiata leggermente in anticipo per esaltarne la freschezza. Il risultato è stato il vino bianco <a href="http://www.poggioaltorovini.com/ex-rubro.php">Ex Rubro</a>, che ti avvolge immediatamente con profumi di frutta bianca matura, pesca e susina, e sfumature speziate. Il corpo è consistente ma sostenuto da una acidità compatta che rende il vino complessivamente equilibrato. Insomma, un vino che  ti fa chiedere “come mai nessuno ci ha pensato prima”?</p>
<p>Luk</p>
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		<title>Dolce Twitter</title>
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		<pubDate>Sun, 30 May 2010 21:39:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino @it]]></category>
		<category><![CDATA[Cantine storiche]]></category>
		<category><![CDATA[castello dei doria]]></category>
		<category><![CDATA[Dolceacqua]]></category>
		<category><![CDATA[Pigna]]></category>
		<category><![CDATA[Rossese]]></category>

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		<description><![CDATA[
Sabato 29 Maggio è stata una bellissima giornata, passata nello splendido borgo di Dolceacqua. L&#8217;0ccasione è stata la presentazione del &#8220;Caveau del Rossese di Dolceacqua&#8221; nel Castello dei Doria. Si tratta di un progetto ideato e sviluppato dall&#8217;Associazione &#8220;Vigne Storiche&#8221; e promosso dal Comune di Dolceacqua per la conservazione delle bottiglie di Rossese di tutte le future [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1202" src="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/CIMG1364-300x225.jpg" alt="CIMG1364" width="300" height="225" /></p>
<p>Sabato 29 Maggio è stata una bellissima giornata, passata nello splendido borgo di <strong>Dolceacqua</strong>. L&#8217;0ccasione è stata la presentazione del &#8220;Caveau del Rossese di Dolceacqua&#8221; nel Castello dei Doria. Si tratta di un progetto ideato e sviluppato dall&#8217;Associazione &#8220;Vigne Storiche&#8221; e promosso dal Comune di Dolceacqua per la conservazione delle bottiglie di Rossese di tutte le future annate. La cosa si sarebbe limitata alla solita inaugurazione con sindaco e coccarda di prammatica, se non fosse seguita una interessantissima degustazione di Rossese di Dolceacqua e dei vini rossi del territorio condotta dai giornalisti Paolo Massobrio e Marco Gatti, alla presenza di Mario Benza, Presidente A.I.S. Provincia di Imperia, del giornalista Carlo Macchi, altri giornalisti del settore e titolari di enoteche eccellenti d&#8217;Italia. Mettiamoci pure anche qualche blogger infiltrato&#8230;<span id="more-1201"></span></p>
<p>Per cambiare un po&#8217;  il solito schema degustazione-appunti-post, mi sono portato il mini portatile e ho twittato in diretta le mie impressioni su tutti i vini degustati, visionabili qui di seguito oltre che naturalmente sui miei tweet. Cosa dire come sintesi? Vini delle annate 2009 e 2008 molto caldi, caratterizzati da  note vegetali ma anche da frutto maturo scuro, a volte con sentori un po&#8217; ossidativi. Questo però è il rossese, vino delicato perennemente in lotta tra riduzione e ossidazione, capace però di donare grandi emozioni, come il bicchiere millesimo 1978 offerto dal mitico Antonio Perrino Testalonga a un gruppetto di fortunati!</p>
<p>Wine Tasting sul Rossese. Si comincia #RD 5:26 PM May 29th via web</p>
<p>Massobrio dice cose&#8230;#RD 5:27 PM May 29th via web</p>
<p>Primo campione Az. Agr. Du Nemu Rossese Dolceacqua 2009 #RD 5:29 PM May 29th via web</p>
<p>Verde verde,  tipico, cerasuolo piacevole 5:30 PM May 29th via web</p>
<p>Mandorlato in bocca 5:31 PM May 29th via web</p>
<p>Secondo campione Cantina del Rossese Gajaudo Rossese 2009 #RD 5:33 PM May 29th via web</p>
<p>Inizia con sentori un po&#8217; chimici, tipo aspirina #RD 5:33 PM May 29th via web</p>
<p>Gajaudo, tipo vitamina C 5:35 PM May 29th via web</p>
<p>Terzo campione Ka Manciné Beragna 2009 #RD 5:36 PM May 29th via web</p>
<p>Beragna un po&#8217; verde, ma ampio, emerge la frutta, caldo #RD 5:37 PM May 29th via web</p>
<p>Quarto campione Az. Agr. Caldi Rossese 2009 #RD 5:38 PM May 29th via web</p>
<p>Caldi, Banana nel Rossese? Curioso #RD 5:39 PM May 29th via web</p>
<p>Quinto Campione di Marco Foresti Rossese 2009 #RD 5:40 PM May 29th via web</p>
<p>Foresti. Ricorda Du Nemu il tipico vegetale speziato del Rossese giovane #RD 5:41 PM May 29th via web</p>
<p>Gajaudo si pulisce e diventa molto convincente #RD 5:43 PM May 29th via web</p>
<p>Sesto bicchiere Poggio dell&#8217;Elmo 2009 #RD 5:44 PM May 29th via web</p>
<p>Poggio dell&#8217;Elmo molto molto speziato #RD 5:45 PM May 29th via web</p>
<p>Poggio dell&#8217;Elmo, caldo, datteri e incenso #RD 5:46 PM May 29th via web</p>
<p>Settimo Ka Manciné Galeae 2009 #RD 5:47 PM May 29th via web</p>
<p>Galeae frutto scuro, pieno, equilibrato #RD 5:48 PM May 29th via web</p>
<p>Ottavo è Taggiasco Leonardo Rossese 2009 #RD 5:48 PM May 29th via web</p>
<p>Taggiasco frutta fresca, sciropposa, anche qui un po&#8217; di banana 5:50 PM May 29th via web</p>
<p>Nono Maccario Dringenberg 2009 base ovviamente #RD 5:51 PM May 29th via web</p>
<p>Maccario, pepe, prezzemolo, frutta matura, curioso ma buono #RD 5:52 PM May 29th via web</p>
<p>Colpo di scena, Maccario non era il base ma Luvaira mi pareva #RD 5:54 PM May 29th via web</p>
<p>Base Maccario più regolare, semplice ma buono #RD 5:56 PM May 29th via web</p>
<p>Si passa ai 2008 #RD 5:57 PM May 29th via web</p>
<p>Az. Tornatore Antonio &#8220;Nino&#8221; Rossese 2008 colore più maturo, un po&#8217; etereo, speziato 6:07 PM May 29th via web</p>
<p>Siamo all&#8217;Az. Agr. Il BUasco, biologico, 2008, un po&#8217; sporchino, ma interessante, scuro di colore 6:09 PM May 29th via web</p>
<p>Riviera Dei Fiori (coop) MAIXEI 2008, colore più chiaro, un po&#8217; di gudron, discreto #RD 6:11 PM May 29th via web</p>
<p>Az. Agr. Pisano Danila 2008, fresco, asciutto, profumi netti di macchia RD 6:16 PM May 29th via web</p>
<p>Passiamo a Az. Agr. Tornatore Giuseppina 2008, più sul frutto maturo, molto maturo 6:20 PM May 29th via web</p>
<p>Foresti Rossese superiore 2008, composto, elegante 6:22 PM May 29th via web</p>
<p>Az. Agr. Mauro Antonio Zino Rossese superiore 2008 colore cupo, frutto scuro, speziato, macchia 6:25 PM May 29th via web</p>
<p>Az. Agr. Pisano Danila Vigneto Savoia 2008, molto concentrato, un filo si smalto, fruttato 6:28 PM May 29th via web</p>
<p>Az. Agr. Poggio Marino Rossese 2008 cioccolatoso, ma come sono concentrati questi 2008 #RD 6:31 PM May 29th via web</p>
<p>&#8230; qualche volatile qua e là #RD 6:32 PM May 29th via web</p>
<p>Terre Bianche base 2008, cerasuolo, tabacco, frutta spezie, bbbono #RD 6:33 PM May 29th via web</p>
<p>Terre Bianche 2008 Bricco Arcagna, si sale di livello, legno molto ben dosato 6:37 PM May 29th via web</p>
<p>Az. Vitiv. Poggio dell&#8217;Elmo Rossese superiore 2008 Poggio dei Pini, smalto un po&#8217; in evidenza #RD 6:39 PM May 29th via web</p>
<p>Az. Vitiv. Tenuta Anfosso Rossese superiore Poggio Pini 2008, giovanerrimo, ancora molto vegetale, da aspettare #RD 6:43 PM May 29th via web</p>
<p>Az. Vitiv. Tenuta Anfosso Superiore Luvaira 2008, elaganza, lamponi, buono #RD 6:45 PM May 29th via web</p>
<p>Arriva Terre dei Doria, superiore 2008, un po&#8217; di eccesso di legno, genere modernista #RD 6:50 PM May 29th via web</p>
<p>anche un po di noce di cocco in bocca #RD 6:50 PM May 29th via web</p>
<p>Passiamo al Rossese superiore 2008 vigneto Luvaira di Maccario Dringemberg, un po&#8217; vegetale, ma anche tanta frutta OK #RD 6:52 PM May 29th via web</p>
<p>Az. Agr. Perrino Testalonga Rossese 2008, ampio, maturo, molto caldo #RD 6:56 PM May 29th via web</p>
<p>Altavia Rossese superiore 2007, affatto male, fresco e fruttato #RD 6:59 PM May 29th via web</p>
<p>AZ. agr. A Trincea, Rossese 2007, molto minerale, speziato, scuro #RD 7:02 PM May 29th via web</p>
<p> Tenuta Giuncheo Rossese Pian del Vescovo 2007, minerale, fumé, pure troppo #RD 7:05 PM May 29th via web</p>
<p> A Trincea, Roccese 2008, morbido morbido morbido&#8230;mah #RD 7:09 PM May 29th via web</p>
<p> Due intrusi, Syrah Tenuta Giuncheo 2007 speziato, peposo, fumé, stessa mano del rossese #RD 7:11 PM May 29th via web</p>
<p>Az. Agr. Altavia, GRAI, da carignano 2006, sarà modernista ma il vino c&#8217;è! #RD 7:13 PM May 29th via web</p>
<p>Credo sia finita e sono sfinito #RD 7:20 PM May 29th via web</p>
<p> </p>
<p><strong>PS</strong>:  Per l&#8217;elenco dei miei tweet su <strong><a href="http://twitter.com/">twitter</a></strong> occore fare una ricerca inserendo la seguente stringa &#8220;lucarisso #rd&#8221;</p>
<p> </p>
<p>Luk</p>
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		<title>VinidAmare</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 22:22:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degustazioni di vino]]></category>
		<category><![CDATA[Vino @it]]></category>
		<category><![CDATA[camogli]]></category>
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		<description><![CDATA[
Lunedì 17 Maggio si è svolta la tradizionale manifestazione organizzata dall&#8217;AIS liguria VinidAmare che vede praticamente tutti i produttori liguri  presentare le nuove (e talvolta vecchie) annate delle loro etichette.
Lo splendido scenario di Camogli, in una bella ma per fortuna fresca giornata ha ispirato la degustazione principalmente dei vini bianchi, che oramai hanno raggiunto un livello di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="aligncenter size-full wp-image-1180" src="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/camogli.jpg" alt="camogli" width="454" height="340" /></p>
<p>Lunedì 17 Maggio si è svolta la tradizionale manifestazione organizzata dall&#8217;AIS liguria <a href="http://www.vinidamare.com/evento.htm">VinidAmare</a> che vede praticamente tutti i produttori liguri  presentare le nuove (e talvolta vecchie) annate delle loro etichette.</p>
<p>Lo splendido scenario di Camogli, in una bella ma per fortuna fresca giornata ha ispirato la degustazione principalmente dei vini bianchi, che oramai hanno raggiunto un livello di maturazione tecnica e stilistica notevole e assolutamente in linea con le migliori bottiglie nazionali. Da tutti gli assaggi sono però emersi alcuni campioni assoluti, come il 5 Terre 2008 di <strong>Walter de Battè</strong>, Il vermentino Atys 2007 e 2008 di <strong>Tenuta La Ghiaia</strong>, il vermentino Poggi Alti 2006 di <strong>Santa Caterina</strong> e il vermentino Sarticola 2009 di <strong>Ottaviano Lambruschi, </strong>quest&#8217;ultimo in una veste minerale addirittura poderosa.</p>
<p>Pensandoci bene, il tempo pare avere giovato a molti di questi bianchi che invece sono di solito presentati freschi di imbottigliamento e penalizzati leggermente da fruttati aromi fermentativi. Un po&#8217; di coraggio in più nel proporre anche annate non recenti sarebbe secondo me opportuno, e stimolante, anche perché oramai è evidente che il &#8220;materiale&#8221; c&#8217;è ed è di buona qualità.</p>
<p>Luk</p>
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		<title>Oidiodinamica</title>
		<link>http://www.thewineblog.it/2010-04-oidiodinamica/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 11:37:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino @it]]></category>
		<category><![CDATA[biodinamica]]></category>
		<category><![CDATA[maule]]></category>
		<category><![CDATA[oidio]]></category>
		<category><![CDATA[porthos]]></category>

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		<description><![CDATA[
Dal numero 35 di Porthos, pagina 109.
Angiolino Maule (produttore biodinamico):  &#8220;&#8230;da questi incontri è emersa l&#8217;idea di utilizzare un prodotto per curare l&#8217;Oidio, una malattia che ha penalizzato fortemente i miei migliori vigneti. Generalmente trattavo con solo zolfo, ma senza efficacia.  Ero rassegnato a convivere con l&#8217;oidio, finché mi fu proposto l&#8217;uso dei lattofermentati &#8230;&#8230;.  Nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1173" src="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/Porthos.jpg" alt="Porthos" width="400" height="267" /></p>
<p>Dal numero 35 di Porthos, pagina 109.</p>
<p><a href="http://www.biancaravini.it/"><strong>Angiolino Maule</strong></a><strong> </strong>(produttore biodinamico):  &#8220;&#8230;da questi incontri è emersa l&#8217;idea di utilizzare un prodotto per curare l&#8217;Oidio, una malattia che ha penalizzato fortemente i miei migliori vigneti. Generalmente trattavo con solo zolfo, <strong>ma senza efficacia</strong>.  Ero rassegnato a convivere con l&#8217;oidio, finché mi fu proposto l&#8217;uso dei lattofermentati &#8230;&#8230;.  Nel 2009, un&#8217;annata molto difficile a Gambellara per le grandi piogge abbiamo sorprendentemente risolto il problema dell&#8217;Oidio.&#8221;  (ndr: le piogge sono antagoniste e non favorevoli all&#8217;Oidio).</p>
<p>Si potrà affermare senza passare per avvelenatore che le uve attaccate dalle malattie, anche se attentamente selezionate, non sono proprio il massimo, e che il modello del&#8217;uva sana e perfetta che tanta letteratura naturalistica porta avanti è un ideale lontano, forse irraggiungibile, al massimo avvicinabile ad annate alterne?</p>
<p>Luk</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>E&#8217; nato Symposio</title>
		<link>http://www.thewineblog.it/2010-04-e-nato-symposio/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 13:30:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino @it]]></category>
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		<category><![CDATA[vinitaly]]></category>
		<category><![CDATA[Zonin]]></category>

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		<description><![CDATA[

Il primo vino open source, cioè il nuovo vino della tenuta Feudo Principi di Butera del gruppo Zonin, ha finalmente visto la luce.  I 13 sedicenti esperti che attraverso l&#8217;iniziativa My Feudo si sono confrontati e messi in gioco per selezionare il miglior blend a base di Cabernet, Merlot, e Petit Verdot, si sono trovati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: center"><img class="aligncenter size-large wp-image-1153" src="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/vinitaly0001-1024x768.jpg" alt="vinitaly0001" width="430" height="323" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: left">Il primo vino open source, cioè il nuovo vino della tenuta <a href="http://www.feudobutera.it/default2.aspx">Feudo Principi di Butera</a> del gruppo<a href="http://www.casavinicolazonin.it/"> Zonin</a>, ha finalmente visto la luce.  I 13 sedicenti esperti che attraverso l&#8217;iniziativa <a href="http://www.myfeudo.it/">My Feudo</a> si sono confrontati e messi in gioco per selezionare il miglior blend a base di Cabernet, Merlot, e Petit Verdot, si sono trovati in occasione di <a href="http://www.vinitaly.com/index.asp">Vinitaly 2010</a> nello stand Zonin per assaggiare tutti i tagli proposti, compreso quello ufficiale  messo in commercio da quest&#8217;anno con il nome di Symposio. Anche questo nome è stato selezionato attraverso la partecipazione dei lettori del blog di My Feudo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: left">E&#8217; stato un momento conviviale molto bello, addirittura emozionante nel momento in cui si è capito  come le persone dell&#8217;azienda coinvolte (e parliamo di professionisti di grandissimo spessore come il direttore tecnico ed enologo Franco Giacosa, o il direttore di tenuta Antonio Cufari) hanno accettato il confronto e tenuto nella massima considerazione le opinioni e le idee di tutti. L&#8217;assaggio dei vini ha confermato l&#8217;ottima qualità delle basi, che mescolate nei modi più diversi hanno comunque fornito vini mediamente equilibrati e piacevoli.<span id="more-1152"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: left">Ecco alcuni flash sensoriali della degustazione, con le composizioni dei blend  ed i loro autori.</p>
<p><strong># 1 Speziato, vegetale, rotondo</strong><br />
60% Petit Verdot, 40% Cabernet Sauvignon, 0% Merlot<br />
Dan Lerner<br />
<strong>#2 Austero, fresco, tannico</strong><br />
10% Petit Verdot, 60% Cabernet Sauvignon, 30% Merlot<br />
Luca Risso, Franz Botré, Stefano Lucantoni<br />
<strong>#3 Minerale, gudron, peperone</strong><br />
10% Petit Verdot, 40% Cabernet Sauvignon, 50% Merlot<br />
Gianpaolo Paglia<br />
<strong>#4 Minerale, gudron, tannico</strong><br />
5% Petit Verdot, 65% Cabernet Sauvignon, 30% Merlot<br />
Blend ufficiale Zonin Symposio<br />
<strong>#5 Speziato, vegetale</strong><br />
50% Petit Verdot, 30% Cabernet Sauvignon, 20% Merlot<br />
Stefano Caffari<br />
<strong>#6 Verde, speziato, tannico</strong><br />
10% Petit Verdot, 25% Cabernet Sauvignon, 65% Merlot<br />
Adua Villa<br />
<strong>#7 Cioccolatoso, alcolico, rotondo</strong><br />
60% Petit Verdot, 20% Cabernet Sauvignon, 20% Merlot<br />
Salvo La Rosa, Andrea Gori<br />
<strong>#8 Molto cioccolatoso, alcolico, rotondo</strong><br />
15% Petit Verdot, 35% Cabernet Sauvignon, 50% Merlot<br />
Giuseppe Lisciandrello<br />
<strong>#9 Chiuso, leggermente minerale</strong><br />
4% Petit Verdot, 36% Cabernet Sauvignon, 60% Merlot<br />
Marco Reitano<br />
<strong>#10 Molto verde, speziato, liquirizia</strong><br />
15% Petit Verdot, 25% Cabernet Sauvignon, 60% Merlot<br />
Tony Siino<br />
<strong>#11 Verde, molto speziato</strong><br />
55% Petit Verdot, 40% Cabernet Sauvignon, 5% Merlot<br />
Jacopo Cossater</p>
<p>Per divertimento ho inserito le composizioni dei blend in un triangolo equilatero secondo la regola dei diagrammi di stato ternari. Il triangolo ha ai vertici le composizioni pure monovarietali 100% Cabernet, Merlot e Petit Verdot in senso orario.</p>
<p style="text-align: left"><img class="aligncenter size-full wp-image-1162" src="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/triangolo_fine.jpg" alt="triangolo_fine" width="431" height="419" /><br />
Ogni retta parallela a un lato del triangolo intersecando gli altri due identifica la percentuale del vitigno al vertice opposto.<br />
Come si vede i partecipanti a Myfeudo si sono spaccati abbastanza nettamente tra coloro che hanno limitato la quantità di Petit Verdot sotto il 15%, e coloro che ne hanno impiegato almeno il 50%.<br />
Anche coloro che hanno limitato al minimo il Petit Verdot, si sono divisi abbastanza nettamente tra chi ha preferito far prevalere il Merlot, e chi ha privilegiato il Cabernet. Mentre però gli amanti del Merlot non hanno mostrato di avere le idee chiare (come insieme!) sparpagliandosi un po&#8217; , i fan del Cabernet hanno in pratica proposto tutti la stessa composizione, ed anche il blend ufficiale Symposio se ne è discostato molto poco.<br />
Una certa confusione anche tra gli eterodossi privilegiatori del Petit Verdot, che hanno molto apprezzato le note speziate e vegetali del vitigno, ma non in modo abbastanza univoco.<br />
La mia opinione è che il Cabernet prodotto da Principi di Butera fosse già da solo un vino quasi perfetto, necessitante di piccole semplici correzioni, a differenza del Merlot ed ancora di più del Petit Verdot.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: left">Alcune foto della degustazione</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: left"><a href="http://www.facebook.com/home.php#%21/album.php?aid=160148&amp;id=26336907198">http://www.facebook.com/home.php#!/album.php?aid=160148&amp;id=26336907198</a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: left">
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: left">
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: left">Luk</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Oggi si beve&#8230;.</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 12:56:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino @it]]></category>
		<category><![CDATA[libera terra]]></category>
		<category><![CDATA[Negroamaro]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
		<category><![CDATA[sacra corona unita]]></category>
		<category><![CDATA[salento]]></category>
		<category><![CDATA[Telaray]]></category>

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		<description><![CDATA[Hiso Telaray Rosato Salento ad Indicazione Geografica Tipica 2008.

&#8220;Frutto del lavoro della Cooperativa Siciale Terre di Puglia-Libera Terra, prodotto da uve da agricoltura biologica e dalle vigne confiscate alla criminalità organizzata pugliese, la Sacra Corona Unita. Un vino  a base di negroamaro, cristallino e intenso, ricco di profumi floreali e fruttati, forte di identità e tradizione. Vino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hiso Telaray Rosato Salento ad Indicazione Geografica Tipica 2008.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.liberaterra.it/flex/images/D.43da615d5f9ef4e468c3/HT_rosato.jpg" alt="" width="66" height="238" /></p>
<p>&#8220;Frutto del lavoro della Cooperativa Siciale <strong><a href="http://www.liberaterra.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1">Terre di Puglia-Libera Terra</a></strong>, prodotto da uve da agricoltura biologica e dalle vigne confiscate alla criminalità organizzata pugliese, la Sacra Corona Unita. Un vino  a base di negroamaro, cristallino e intenso, ricco di profumi floreali e fruttati, forte di identità e tradizione. Vino per la memoria e per l&#8217;impegno, dedicato al giovane migrante albanese Hiso Telaray, ucciso nell&#8217;estate del 1999 all&#8217;età di 22 anni. In Puglia per tutta l&#8217;estate lavorava nei campi della Capitanata. Nonostante le minacce  Hiso non ha mai ceduto alle mibacce dei caporali . A lui e a  tutti coloro che non chinano la testa dinanzi all&#8217;arroganza mafiosa è dedicato questo vino&#8221;</p>
<p>Vino anche molto buono a  parer mio, morbido e profumato, forse migliorabile nella freschezza, ma molto godibile nelle sue sfumature di frutta candita e minerali.</p>
<p>Luk</p>
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		<title>Sorgente del Vino LIVE!!</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 12:43:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino @it]]></category>
		<category><![CDATA[Agazzano]]></category>
		<category><![CDATA[colli piacentini]]></category>
		<category><![CDATA[piacenza]]></category>
		<category><![CDATA[Sorgente del vino]]></category>
		<category><![CDATA[vini naturali]]></category>

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		<description><![CDATA[
Dal 6 all&#8217;8 Marzo la scuderia di produttori riuniti dal portale di vendita on line  Sorgente del vino ha animato l&#8217;evento-degustazione  Sorgente del vino Live 2010,  svolto nel bellisimo ma freddissimo  Castello di Agazzano nell&#8217;omonimo paesino sui colli piacentini.  La manifestazione organizzata dall&#8217;infaticabile Paolo Rusconi si inserisce di diritto nel novero dei più importanti eventi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="aligncenter size-large wp-image-1105" src="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/agazzano00021-768x1024.jpg" alt="agazzano0002" width="377" height="502" /></p>
<p>Dal 6 all&#8217;8 Marzo la scuderia di produttori riuniti dal portale di vendita on line  <a href="http://www.sorgentedelvino.it/"><strong>Sorgente del vino</strong></a> ha animato l&#8217;evento-degustazione  <a href="http://www.sorgentedelvinolive.org/"><strong>Sorgente del vino Live 2010</strong></a>,  svolto nel bellisimo ma freddissimo  <a href="http://www.castellodiagazzano.com/"><strong>Castello di Agazzano</strong></a> nell&#8217;omonimo paesino sui colli piacentini.  La manifestazione organizzata dall&#8217;infaticabile <strong>Paolo Rusconi</strong> si inserisce di diritto nel novero dei più importanti eventi dedicati ai vini biologici, biodinamici e &#8220;naturali&#8221; a vario titolo.  Si percepisce nettamente un leitmotiv, un filo sottile ma ben delineato che passa da <a href="http://www.vinidivignaioli.com/"><strong>Vini di Vignaioli</strong></a> e arriva fino a <a href="http://www.viniveri.net/vinovinovino.asp"><strong>Vini Veri</strong></a> e <a href="http://www.vinnatur.it/villa-favorita-2010"><strong>Vin Natur</strong></a>,  e che bene o  male ha creato  uno stile,  una tipologia di vini con carateristiche olfattive e gustative comuni nei (tanti) pregi e nei difetti che portano con sè.</p>
<p><span id="more-1101"></span>Erano presenti cantine da tutta Italia ad Agazzano e tantissimo pubblico ha partecipato ai tre giorni di degustazioni, premiando gli espositori con copiosi acquisti di bottiglie che era possibile effettuare in loco, soprattutto nella giornata di Domenica.</p>
<p>Come al solito risulta difficile tra le centinaia di bottiglie ricordare tutte quelle che hanno destato impressioni positive. Mi scusino quindi i <a href="http://www.sorgentedelvinolive.org/produttori-partecipanti/"><strong>Produttori</strong></a> che non compaiono nel brevissimo elenco che segue; non è  per demerito ma per pura mancanza di tempo e spazio.</p>
<p><a href="http://www.crocizia.com/"><strong>Crocizia</strong></a><strong>: </strong>Questa piccola realtà produce una interessantissima gamma di vini rossi e bianchi tutti frizzanti e tutti a fermentazione ancestrale in bottiglia. Grande pulizia, che di solito in analoghi esempi manca, e grande beva.</p>
<p><a href="http://costadeiplatani.sitoregistrato.com/"><strong>Costa dei platani</strong></a>:  Questa cantina produce un albarossa in purezza (Faetta 2006) notevole e interessante, come il vitigno che comincia piano piano a trovare produttori in grado di valorizzarlo.</p>
<p><a href="http://www.sorgentedelvinolive.org/caprandole-di-carlo-colella-pontassieve-fi/"><strong>Caprandole</strong></a>: Uvaggi a base sangiovese golosi, di esemplare pulizia, sia nel beverino Caprandole 2007 che nel Tirle 2006.</p>
<p><a href="http://www.aziendaagricolalechiuse.it/"><strong>Le chiuse</strong></a>: Brunello riserva 2004 a livelli bombastici, sopra 90/100 per chi ama i punteggi.  In fase esuberante e giovanile con il tempo potrebbe diventare monumentale. Ottimi anche i base 2005 e il 2003. Meno nteressante il Rosso di Montalcino</p>
<p><a href="http://www.frankcornelissen.it/"><strong>Cornelissen</strong></a>: Vini eroici, con qualche problema sul bianco Mujebel 2009. Interessante il Magma 2007, con profumi affumicati e vulcanici, ed un prezzo per amatori.</p>
<p><a href="http://www.barrosu.it"><strong>Giovanni Montisci</strong></a>: Canonau Barrosu 2008 di soavità infinita, nonostante una gradazione da superalcolico.  Buono anche un beverino moscato fermo ancora in cerca di nome. Farsi avanti con i suggerimenti.</p>
<p><a href="http://www.stelladicampalto.com/"><strong>Stella di Campalto</strong></a>, <a href="http://www.fonterenza.com/"><strong>Campi di Fonterenza</strong></a>, <a href="http://www.fonterenza.com/"><strong>Pian dell&#8217;Orino</strong></a>: Questi produttori ilcinesi li metto insieme; tante buone proposte, alcune ottime come il Rosso di Montalcino di Campi di Fonterenza, ma non ai livelli dei brunelli di Le Chiuse.</p>
<p><a href="http://www.sorgentedelvinolive.org/santa-caterina-sarzana-sp/"><strong>Santa Caterina</strong></a>: Si conferma uno dei miei produttori preferiti di Vermentino, ma stupisce con l&#8217;uvaggio Tocai-Sauvignon Giuncaro 2004 (!) in forma smagliante.</p>
<p><a href="http://www.lerocchedelgatto.it/"><strong>Rocche del gatto</strong></a>: Oramai non serve più dimostrare che il Pigato può essere un bianco da invecchiamento. Chi non è convinto assaggi la verticale di vecchie annate che Fausto DeAndreis  porta sempre con sè. Su tutte però giganteggia lo Spigau 2007.</p>
<p><a href="http://www.poggioaltoro.com/"><strong>Poggio al Toro</strong></a>:  dalla maremma un morellino che più sangiovese è difficile, ma morbido e profondo, soprattutto nella versione del cru 900 Ceppi.</p>
<p>Luk</p>
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		<title>La dura vita del tagliatore di blend</title>
		<link>http://www.thewineblog.it/2010-02-la-dura-vita-del-tagliatore-di-blend/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 13:57:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecniche del Vino @it]]></category>
		<category><![CDATA[Vino @it]]></category>
		<category><![CDATA[blend]]></category>
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		<category><![CDATA[vinitaly]]></category>
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		<description><![CDATA[

Eccomi qui con le tre bottiglie di Merlot, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot by My Feudo per realizzare il taglio da portare in degustazione al prossimo Vinitaly. Non è banale. Si potrebbe partire a carrarmato e quindi realizzare e assaggiare tutte le miscele possibili, ma non è una cosa intelligente.
Sapete quante miscele diverse si possono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1057" src="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/grafico-300x225.jpg" alt="grafico" width="300" height="225" /></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Eccomi qui con le tre bottiglie di Merlot, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot by <a href="http://www.myfeudo.it/"><strong>My Feudo</strong></a> per realizzare il taglio da portare in degustazione al prossimo <a href="http://www.vinitaly.com/index.asp">Vinitaly</a>. Non è banale. Si potrebbe partire a carrarmato e quindi realizzare e assaggiare tutte le miscele possibili, ma non è una cosa intelligente.<span id="more-1056"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Sapete quante miscele diverse si possono fare avendo tre vini a disposizione? Tante! Sarebbero infinite se non si ponesse un limite alla quantizzazione delle percentuali relative, ovvero se si dovesse variare l&#8217;apporto di un vino anche infinitesimamente. Anche ammettendo però una ragionevole base del 5% come contributo minimo ammissibile e procedendo per multipli, le possibili combinazioni sono tante.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Proviamo così per sfizio a calcolarle. Se le percentuali dei singoli vini sono X, Y e Z, allora vale la condizione X+Y+Z=100, che è anche l&#8217;equazione di un piano. Con la logica restrizione che X, Y e Z siano numeri positivi il piano si restringe a un triangolo. Se tratta di un blend dove tutti i vini devono essere presenti, allora X, Y e Z non possono essere minori di 5 o maggiori di 90, in quanto ogni vino può variare a multipli di 5% da un minimo del 5% a un massimo di 90%. I valori da 5 a 90 a multipli di 5 sono 18, e le combinazioni possibili sono la somma dei numeri da 1 a 18, ovvero <strong><span style="color: #000080"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline"><a href="http://www.batmath.it/storia/gauss_1_100/gauss_1_100.htm">18*19/2=171</a></span></span></span>. </strong>Decisamente tante. Se la quantizzazione fosse su base del 10%, con lo stesso criterio avremmo solo 36 possibilità. Sempre tante. Usando i 100 cc come base per un assaggio, occorrono 3,6 litri di vino e le tre bottiglie da 750 cc non basterebbero.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Siccome non si può passare le giornate ubriacandosi alla ricerca del blend ideale, penso che farò così. Innanzitutto assaggerò i singoli vini, e deciderò in base al mio gusto quale sia quello che mi sembra più adatto a fare da “spina dorsale”, e poi cercherò di correggere eventuali asperità o mollezze con gli altri due. Il problema è che quando c&#8217;è di mezzo Bacco, i buoni propositi sono destinati a soccombere e la razionalità deve lasciare il posto alla fantasia!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Luk</p>
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		<title>Our Feudo</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 12:01:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino @it]]></category>
		<category><![CDATA[blend]]></category>
		<category><![CDATA[cabernet sauvignon]]></category>
		<category><![CDATA[Feudo Principi di Butera]]></category>
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		<category><![CDATA[Zonin]]></category>

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		<description><![CDATA[
Sarà che sono un facilone capace di entusiasmarsi per poco, ma quando mi è stato proposto di partecipare all&#8217;iniziativa  My Feudo promossa nientepopodimeno che da Zonin, ho detto subito di si in quanto mi pareva una bella idea.
Rammento brevemente di cosa si tratta, anche se tutto è spiegato sul sito/blog di My Feudo.
La tenuta Feudo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1049" src="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/feudo-300x199.jpg" alt="feudo" width="300" height="199" /></p>
<p>Sarà che sono un facilone capace di entusiasmarsi per poco, ma quando mi è stato proposto di partecipare all&#8217;iniziativa  <a href="http://www.myfeudo.it/"><strong>My Feudo</strong></a> promossa nientepopodimeno che da <a href="http://www.zonin.it/">Zonin</a>, ho detto subito di si in quanto mi pareva una bella idea.</p>
<p><span id="more-1048"></span>Rammento brevemente di cosa si tratta, anche se tutto è spiegato sul sito/<a href="http://www.myfeudo.it/il-progetto/">blog</a> di My Feudo.</p>
<p>La tenuta <a href="http://www.feudobutera.it/home.aspx">Feudo Principi di Butera</a> fa parte del portafoglio di aziende agricole produttrici di vino controllate da Zonin.  La tenuta si trova tra Caltanisetta e Gela, in zona altamente vocata per il Nero d&#8217;Avola,  ma per comprensibili esigenze di mercato sono state impiantate anche alcune vigne a Merlot, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot. In occasione  del lancio del nuovo prodotto ottenuto dal taglio dei vini ottenuti dagli omonimi vitigni, probabilmente già in bottiglia ed etichettato, è stata offerta a 12 esponenti della comunicazione del vino in rete (quindi giornalisti ma anche blogger e appassionati come il sottoscritto) di creare il proprio blend giocando con le basi in purezza spedite loro da Zonin.  Ovviamente l&#8217;impegno conseguente è la discussione in rete e in particolare sul blog di My Feudo delle proprie impressioni, idee, considerazioni mano a mano che l&#8217;iniziativa si dipana.  Alla fine della fiera i tagli proposti dai magnifici 12 saranno imbottigliati e assaggiati alla cieca insieme ad altri degustatori, tra cui l&#8217;enologo ufficiale di Butera <a href="http://www.myfeudo.it/author/franco-giacosa/">Franco Giacosa </a>e il boss, cioè <a href="http://www.myfeudo.it/author/francesco-zonin/">Francesco zonin</a>, al prossimo <a href="http://www.vinitaly.com/index.asp">Vinitaly</a>.</p>
<p>Non è una cosa fantascientifica, ma a me sembra simpatica. Non credo che i miei/nostri suggerimenti potranno ribaltare quello che i professionisti impegnati in cantina hanno già bene in mente, ma non si sa mai, chi non è stupido ascolta sempre.</p>
<p>Mi ha quindi un po&#8217; stupito<a href="http://www.intravino.com/primo-piano/my-feudo-di-zonin-e-il-primo-vino-open-source-o-la-prima-idiozia-del-decennio/#comments"> questa</a> polemica un po&#8217; capziosa e un po&#8217; dietrologica che parla di  &#8220;<strong><span style="font-weight: normal">&#8230; puzza di marketing guasto&#8230; sensazione di una sorta di scaricabarile in versione 2.0&#8230;.  <em>captatio benevolentiae</em> di giornalisti e blogger studiata a tavolino.&#8221;</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal">E&#8217; chiaro che quando iniziative simili sono prese da aziende più piccole, con una forte personalizzazione dei titolari, come ha fatto in passato <a href="http://poggioargentiera.com/">Poggioargentiera</a>, il feeling umano è diverso rispetto a quando a muoversi è una azienda grossa e ramificata come Zonin, ma lo scopo è e resta sempre &#8220;anche&#8221; commerciale.  Ci sta il feeling, il piacere di discutere, la disposizione ad accogliere suggerimenti intelligenti (e non ho motivo di credere che dietro a My Feudo non ci sia anche questo)  ma,  soprattutto in periodi di crisi profonda come questo,  benvenga anche il marketing, se serve a vendere e a mantenere in piedi le aziende invece di chiuderle. </span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal">Quindi <a href="http://www.myfeudo.it/author/luca-risso/">come vedete</a> io ci sarò, per divertirmi possibilmente, o  per dire in ogni caso quello che penso.</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal">Luk<br />
</span></strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Un vino molto versatile</title>
		<link>http://www.thewineblog.it/2009-12-un-vino-molto-versatile/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 13:14:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino @it]]></category>
		<category><![CDATA[Bele casel]]></category>
		<category><![CDATA[Colli Asolani]]></category>
		<category><![CDATA[Dry]]></category>
		<category><![CDATA[Millesimato]]></category>
		<category><![CDATA[Montello]]></category>
		<category><![CDATA[Prosecco]]></category>

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		<description><![CDATA[Le feste si avvicinano, e non è che necessariamente tra Vigilia, Natale, Santo Stefano, San Silvestro, Capodanno e Befana si debba bere solo sciampagn!  I miei ricordi infantili sono legati allo spumante, di solito brut,  stappato rigorosamente a fine pasto, con dolci e pasticcini. Oro lo so anche io che così non si fa, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1032" src="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/millesimato-143x300.jpg" alt="millesimato" width="143" height="300" />Le feste si avvicinano, e non è che necessariamente tra Vigilia, Natale, Santo Stefano, San Silvestro, Capodanno e Befana si debba bere solo sciampagn!  I miei ricordi infantili sono legati allo spumante, di solito brut,  stappato rigorosamente a fine pasto, con dolci e pasticcini. Oro lo so anche io che così non si fa, che così non è bello, che le papille accarezzate dalle creme e dai canditi del panettone poco tollerano la spuma acida e secca, ma d&#8217;altro canto quando scocca la mezzanotte e bisogna far volare i tappi, mica si può essere lì con un piatto di ostriche; di solito si è già andati oltre l&#8217;ammazzacaffé.</p>
<p>Benvenga quindi un vino come questo morbido e cremoso Prosecco Millesimato 2007 Di Montello e dei Colli Asolani prodotto da<a href="http://www.belecasel.it/wp/"> Bele Casel</a>.  Si tratta di un Prosecco Dry, quindi NON secco, ma con un residuo zuccherino presente (circa 20 g/l) ma composto, non invadente e ben bilanciato da una fresca vena acida.</p>
<p>E&#8217; un vino con profumi fruttati e floreali, ma non privo di mineralità, di buona persistenza e discreta fineza.  Non sfigura affatto accanto a molti Cartizze famosi e costosi, ma si paga assai meno.</p>
<p>Perché dico che è  un vino versatile? Perché può accompagnare un antipasto dai sapori decisi, fatto di affumicati, di erborinati, di marinate saporite, ma anche i classici dolci delle feste, i canestrelli, i pandori, le sbrisolone purché non contaminate da eccessi di creme e glasse forestiere.</p>
<p>Insomma, se volete fare un botto spensierato, provatelo al posto dei blanc de blanc di Reims, o almeno aggiungetelo alla lista.</p>
<p>Luk</p>
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