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	<title>TheWineBlog.net</title>
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	<description>An international group blog about wine, with Martin Field, Mike Tommasi and friends</description>
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		<title>Vini(d)Amari</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 08:21:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degustazioni di vino]]></category>
		<category><![CDATA[Vino @it]]></category>
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		<category><![CDATA[AIS Liguria]]></category>
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		<category><![CDATA[Degustazione vini Liguria]]></category>
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		<category><![CDATA[vinidamare]]></category>

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		<description><![CDATA[La partecipazione al consueto appuntamento con VinidAmare, rassegna dei vini e dei produttori liguri organizzata da AIS Liguria, mi ha lasciato molto perplesso. Ci sono stati due grossi problemi a cui mi auguro si possa in qualche modo porre rimedio nelle prossime edizioni. Diversamente dagli scorsi anni, quando i banchi di degustazione erano disposti sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/vinidamare.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1966" title="vinidamare" src="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/vinidamare.jpg" alt="" width="226" height="223" /></a></p>
<p>La partecipazione al consueto appuntamento con <a href="http://www.aisliguria.it/vinidamare/">VinidAmare</a>, rassegna dei vini e dei produttori liguri organizzata da <a href="http://www.aisliguria.it/">AIS Liguria</a>, mi ha lasciato molto perplesso.</p>
<p>Ci sono stati due grossi problemi a cui mi auguro si possa in qualche modo porre rimedio nelle prossime edizioni.<span id="more-1965"></span></p>
<ol>
<li>Diversamente dagli scorsi anni, quando i banchi di degustazione erano disposti sul lungomare di Camogli, questa volta si è scelta una sala all&#8217;interno dell&#8217;Hotel Cenobio dei Dogi. Il problema in passato era il tempo che poteva essete bello, e quindi caldissimo con danno per la temperatura dei vini ed il benessere dei degustatori, oppure brutto con problemi ancora peggiori. La toppa però si è rivelata assai peggiore del buco. La sala predisposta per le degustazioni era in realtà quasi un lungo corridoio con due file di banchi di assaggio sui due lati maggiori e poco spazio in mezzo. Il risultato è stato che in poco tempo si è creata una calca atroce, in un ambiente caldo e poco arieggiato, dove per via del rumore era quasi impossibile sentire il produttore/interlocutore se non urlando.</li>
<li>Occorre chiedersi a cosa/chi serve questo tipo di evento. Se l&#8217;idea è quella di presentare tutta la produzione d&#8217;annata, allora è profondamente sbagliata. E&#8217; inutile disquisire sui vini che sono risultati nella quasi totalità dei casi ingiudicabili. Campioni di botte e vini maltrattati in vario modo per potere essere presentabili troppo presto hanno generato una enciclopedia di squilibri: solforose aggressive al naso, furibonde riduzioni, vini con profumi e sentori a dir poco curiosi, bocche spesso amare, acidità fuori controllo in eccesso o in difetto sono state più la norma che l&#8217;eccezione.</li>
</ol>
<p>Bisogna smetterla con la cattiva abitudine di avere il “bianco” pronto per i primi turisti balneari. I nostri produttori hanno fatto passi da gigante per avere un&#8217;uva eccellente e una cantina efficiente, ma allora perché avvilire così tanto lavoro e mortificare un prodotto potenzialmente eccellente?</p>
<p>Tutto ciò mi duole assai, e mi duole ancor di più vedere che tale mancanza di rispetto nei confronti del vino si sia perpetrata con l&#8217;avvallo dell&#8217;AIS che più di chiunque altro dovrebbe averne cura.</p>
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<p>Luk</p>
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		<title>Tigulliovino Meeting 29 Giugno&#8230;.</title>
		<link>http://www.thewineblog.it/2012-04-tigulliovino-meeting-29-giugno/</link>
		<comments>http://www.thewineblog.it/2012-04-tigulliovino-meeting-29-giugno/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 08:43:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degustazioni di vino]]></category>
		<category><![CDATA[Vino @it]]></category>
		<category><![CDATA[garage wines contest]]></category>
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		<category><![CDATA[Terroir Vino]]></category>
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		<description><![CDATA[Non si può assolutamente non parlare del Meeting di Tigulliovino. Ecco i partecipanti:  Berta Guido, Regione Saline, 53 &#8211; San Marzano Oliveto (AT) Bisson di Piero Lugano, C.so Gianelli 28 16043 Chiavari (GE) Boveri Luigi Michele, Via XX Settembre, 6 15050 Costa Vescovato (AL) Cantina di Caldaro (Kellerei Kaltern), Via delle Cantine, 12 &#8211; 39052 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<pre><a href="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/brinca.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1959" title="brinca" src="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/brinca-300x165.jpg" alt="" width="300" height="165" /></a></pre>
<p>Non si può assolutamente non parlare del Meeting di <a href="http://www.tigulliovino.it">Tigulliovino</a>. Ecco i partecipanti:</p>
<p><span id="more-1955"></span></p>
<ul>
<li> Berta Guido, Regione Saline, 53 &#8211; San Marzano Oliveto (AT)</li>
<li>Bisson di Piero Lugano, C.so Gianelli 28 16043 Chiavari (GE)</li>
<li>Boveri Luigi Michele, Via XX Settembre, 6 15050 Costa Vescovato (AL)</li>
<li>Cantina di Caldaro (Kellerei Kaltern), Via delle Cantine, 12 &#8211; 39052 Caldaro &#8211; Kaltern (BZ)</li>
<li>Cantina Produttori Cornaiano (Girlan), Via S. Martino, 24 &#8211; 39050 Cornaiano (BZ)</li>
<li>Cantine del Notaio, Via Roma, 159 &#8211; 85028 Rionero in Vulture (PZ)</li>
<li>Fattoria Cerreto Libri, Via Aretina, 90 &#8211; 50065 Pontassieve (FI)</li>
<li>Fattoria La Gerla, Loc. Canalicchio &#8211; Podere Colombaio &#8211; 53024 Montalcino (SI)</li>
<li>Forteto della Luja, Regione Bricco Casa Rosso, 4 &#8211; 14050 Loazzolo (AT)</li>
<li>Gradnik Gradimiro E., LocalitÃ Plessiva, 5 &#8211; 34071 Cormons (GO)</li>
<li>La Stoppa, LocalitÃ Ancarano &#8211; 29029 Rivergaro (PC)</li>
<li>Leone De Castris, Via Senatore de Castris, 50 &#8211; 73015 Salice Salentino (LE)</li>
<li>Molino F.lli di Dario Molino, Via Ausario 5 &#8211; 12050 Treiso (CN)</li>
<li>Pianbello di Pietro Cirio, Strada per Canelli, 25 &#8211; 14050 Loazzolo (AT)</li>
<li>Planeta, Contrada Dispensa, 1 &#8211; 92013 Menfi (AG)</li>
<li>Rabino Marco, Via San Pietro, 28 &#8211; 14050 Montaldo Scarampi (AT)</li>
<li>Ratto Giuseppe, Cascine Olive &#8211; Scarsi, San Lorenzo &#8211; Roccagrimalda &#8211; 15078 Ovada (AL)</li>
<li>Santa Caterina, Via Santa Caterina &#8211; 19038 Sarzana (SP)</li>
<li>Sartarelli, Contrada Costa del Molino &#8211; 60030 Poggio San Marcello (AN)</li>
<li>Tedeschi F.lli, Via Giuseppe Verdi, 4 &#8211; 37020 San Pietro in Cariano (VR)</li>
<li>Tenute Dettori, Loc. Badde Nigolosu &#8211; 07036 Sennori (SS)</li>
<li>Tenute Galfano, Via Salemi, 101/2 91025 Marsala (TP)</li>
<li>Vicentini Agostino, Via C. Battisti, 62 &#8211; Loc. San Zeno, Colognola ai Colli (VR)</li>
</ul>
<p>&#8230;Sorpresi? Immagino di sì perché quello qui sopra non è l&#8217;elenco dei partecipanti del prossimo <a href="http://www.terroirvino.it/">Terroir_Vino</a> che si terrà a Genova l&#8217;11 Giugno nella sede oramai rodata dei <a href="http://www.terroirvino.it/magazzini-del-cotone-genova-porto-antico.htm">Magazzini del Cotone</a>, ma la lista dei pionieri del primo meeting del 29 Giugno 2005, svoltosi nell&#8217;accogliente ma piccolo risorante <a href="http://www.labrinca.it/">La Brinca</a>, a Né in Val Graveglia.</p>
<p>Mi pare che di strada ne sia stata fatta molta  se il vero <a href="http://www.terroirvino.it/espositori.htm">elenco dei partecipanti</a> prevede adesso più di 100 produttori provenienti da ogni regione italiana, diversi per stili e filosofie ma tutti accomunati dall&#8217;elevatissima qualità e territorialità dei vini proposti.</p>
<p>Un po&#8217; di dispiacere lo provo nel vedere alcuni bei nomi che non ci sono più, alcuni per gravi problemi personali, altri che nel frattempo sono cresciuti magari molto e hanno trovato strade diverse o altri circuiti di riferimento.</p>
<p><strong>Terroir_Vino</strong> rimane comunque un appuntamento da non mancare assolutamente, anche (o soprattutto) per quel legame unico con il mondo della rete che l&#8217;evento incarna, &#8220;Dal virtuale al reale&#8221;, come recitava il primo e ancora validissimo slogan.</p>
<p>Luk</p>
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		<title>Biodinamica statistica</title>
		<link>http://www.thewineblog.it/2012-03-biodinamica-statistica/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 13:01:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo lunga frequentazione di manifestazioni di Vini Naturali, l&#8217;ultima delle quali pochi giorni fa ad Agazzano con “Sorgente del Vino Live”, si impara a conoscere i produttori e a ricordarsi annata dopo annata le caratteristiche dei loro vini. Questo fatto si lega all&#8217;annosa questione dei difetti/puzze/deviazioni sempre aperta quando si parla di vini naturali. Secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/statistica1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1887" title="statistica" src="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/statistica1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Dopo lunga frequentazione di manifestazioni di Vini Naturali, l&#8217;ultima delle quali pochi giorni fa ad Agazzano con “<strong><a href="http://www.sorgentedelvinolive.org/ ">Sorgente del Vino Live</a></strong>”, si impara a conoscere i produttori e a ricordarsi annata dopo annata le caratteristiche dei loro vini. Questo fatto si lega all&#8217;annosa questione dei difetti/puzze/deviazioni sempre aperta quando si parla di vini naturali. Secondo me si tratta di un problema meno rilevante quantitativamente rispetto al passato, direi quasi marginale se non ché non colpisce un produttore in particolare più approssimativo degli altri, che potrebbe essere facilmente emarginato nella selezione dei meritevoli di partecipare a queste kermesse.<span id="more-1885"></span></p>
<p>Il problema è piuttosto ricorrente; oggi colpisce l&#8217;etichetta di Tizio e domani affliggerà la bottiglia di Caio; Sempronio invece aveva fatto cilecca l&#8217;anno passato. Ci si rende conto che il fattore annata è in definitiva la cosa più importante. Siccome questi produttori sono seri e rigorosi, possiamo mettere la mano sul fuoco che in vigna i trattamenti siano eseguito solo con zolfo e rame, e che in cantina si pratichino solo fermentazioni spontanee. Però il problema è proprio lì. E&#8217; secondo me evidente  che la qualità organolettica dell&#8217;uva coltivata in regime biologico/biodinamica possa essere pretesa superiore solo in annate normali, o comunque non estreme. Quando l&#8217;annata invece è caratterizzata da forti anomalie (che stanno però diventando sempre più normali), come ad esempio una piovosità molto elevata in periodi critici, lì le cose si fanno molto più complicate. Se si vuole salvare il raccolto e il reddito bisogna trattare e usare più rame del solito. Il rame non è efficace come i prodotti di sintesi, e inoltre dà molto fastidio ai lieviti durante la fermentazione spontanea. Se poi l&#8217;uso della solforosa è coscienziosamente limitato allora la combinazione diventa letale. Non credo di avere detto cose irragionevoli, né voglio convincere il vignaiolo biologico a passare al convenzionale. E&#8217; solo una constatazione che personalmente mi pare di avere verificato spesso. Si noti che il difetto e la devianza non possono assolutamente essere derubricati come effetto dell&#8217;annata; una acidità più o meno alta, un diverso corpo o capacità evolutiva possono essere un effetto dell&#8217;annata; una volatile alta o la puzza di millepiedi sono solo difetti.</p>
<p>Se quanto sopra è una descrizione non troppo sbagliata della realtà, cosa può fare un onesto viticoltore biologico che voglia rimanere tale in annate particolarmente critiche sotto il profilo sanitario e qualitativo della propria uva? Non ho soluzioni semplici a portata di mano, ma solo un suggerimento basato sulla statistica che è scienza più esatta di quanto non si creda.</p>
<p>Se la probabilità di avere qualche difetto grave è più alta in certe annate ben definite, siccome ogni fermentazione spontanea è un evento unico e irripetibile, forse varrebbe la pena di suddividere la produzione sul maggior numero di vasche possibile, facendole fermentare separatamente. Ci saranno vasche buone, vasche meno buone e forse anche vasche cattive, ma almeno sarà salvaguardata la possibilità di scegliere se assemblare o distillare una parte della produzione, o magari vendere le vasche meno fortunate sotto costo. I costi salirebbero, è vero, ma solo se non si tiene conto del prezzo altissimo in termini di immagine che bisogna pagare quando si vende per buona una intera annata andata storta!</p>
<p>Luk</p>
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		<title>Ottimi acquisti</title>
		<link>http://www.thewineblog.it/2012-02-1870/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 16:19:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino @it]]></category>
		<category><![CDATA[Chardonnay]]></category>
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		<description><![CDATA[Ultimamente per alcune aziende protagoniste assolute fino a poco tempo fa dell&#8217;enopanorama italiano tira una brutta aria. Colpevoli di non essere salite per tempo sul carro del naturalismo luddista e di produrre vini tecnicamente ineccepibili usando “anche” gli strumenti che agronomia ed enologia mettono a disposizione del mercato, dopo avere re-inventato e lanciato agli onori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/Santa-Cecilia_150.jpg"><img title="Santa-Cecilia_150" src="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/Santa-Cecilia_150-255x300.jpg" alt="" width="255" height="300" /></a></p>
<p>Ultimamente per alcune aziende protagoniste assolute fino a poco tempo fa dell&#8217;enopanorama italiano tira una brutta aria. Colpevoli di non essere salite per tempo sul carro del naturalismo luddista e di produrre vini tecnicamente ineccepibili usando “anche” gli strumenti che agronomia ed enologia mettono a disposizione del mercato, dopo avere re-inventato e lanciato agli onori dell&#8217;enomondo intere regioni italiane fino a quel momento snobbate come province minori, sono oggi additate da alcuni settori ideologizzati quando va bene come aziende “moderniste”, quando va male e si perde il lume della ragione addirittura come produttrici di vini tossici.<span id="more-1870"></span></p>
<p>Una di queste aziende è senza ombra di dubbio la siciliana <a href="http://www.planeta.it" target="_blank">Planeta</a>, ed emblematicamente esemplare il suo <strong>Chardonnay</strong>. Questo vino indubbiamente palestrato ed esagerato sotto molti punti di vista, è stato però per lungo tempo una vera nave scuola per moltitudini di appassionati che piano piano si avvicinavano al mondo dei grandi bianchi affinati in legno piccolo, e che talvolta dopo essere approdati sulle spiagge della Côte de Beaune quasi quasi si vergognavano di certe vecchie frequentazioni. Siccome invece io sono un tipo riconoscente, non ho esitato ad approfittare di una offerta della vicina <strong>COOP</strong>(altra bestia nera di tanti enoevoluti) ed acquistare per 13 euro il Nero d&#8217;Avola in purezza Santa Cecilia, millesimo 2006. Stappato con un&#8217;oretta di anticipo, complice forse il freddo pungente di questi giorni siberiani, il vino ha faticato un po&#8217; a venire fuori. Lo stato di conservazione ed evoluzione era eccellente; zero ossidazione e colore rubino brillante e profondo. Il naso oramai libero di invadenti ricordi legnosi si presentava chiaramente identificabile come quello di un vino meridionale, speziato, con note di frutta rossa matura, e qualche cosa che mi ricordava il fico o il dattero secco. Non ho trovato quelle spigolosità un po&#8217; selvatiche che nella mia mente associo al nero d&#8217;Avola, ma tutto sommato pur senza grandi complessità l&#8217;aspetto olfattivo mi è sembrato complessivamente più che dignitoso e abbastanza mobile.</p>
<p>In bocca invece il vino si è rivelato abbastanza contraddittorio. Dopo un ingresso del tipo “qui spacco tutto”, con tannini e acidità subito evidenti, improvvisamente accusava uno strano vuoto, per poi riprendersi con una coda sufficientemente persistente. Un vino piacevole nel complesso, valido nell&#8217;ambito dell&#8217;offerta proposta, adatto a riscaldare con i suoi 14° le attuali fredde serate, magari accompagnando un saporito formaggio siciliano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Luk</p>
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		<title>Come eravamo&#8230; nel 1865</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 12:54:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino @it]]></category>
		<category><![CDATA[Barolo]]></category>
		<category><![CDATA[Esposizione Dublino]]></category>
		<category><![CDATA[Gabaldoni]]></category>
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		<category><![CDATA[Val di Vara]]></category>
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		<description><![CDATA[Il vino in Italia non è sempre stato come lo conosciamo oggi. Possiamo dire che la nostra storia in questo campo incomincia con l&#8217;unità politica del Regno d&#8217;Italia (1861), quando anche con l&#8217;enologia si cercò di creare un principio di coscienza unitaria. Il vino di Barolo e il vino del Chianti prendono forma nella prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/etichetta.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1817" title="etichetta" src="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/etichetta-300x214.jpg" alt="" width="300" height="214" /></a></p>
<p>Il vino in Italia non è sempre stato come lo conosciamo oggi. Possiamo dire che la nostra storia in questo campo incomincia con l&#8217;unità politica del Regno d&#8217;Italia (1861), quando anche con l&#8217;enologia si cercò di creare un principio di coscienza unitaria. Il vino di Barolo e il vino del Chianti prendono forma nella prima metà dell&#8217;800 ma solo con l&#8217;unità d&#8217;Italia incominciano a essere presentati nei concorsi e nelle esposizioni internazionali e ad affermarsi come prodotti di qualità superiore. Naturalmente non esistevano denominazioni, disciplinari, albi di vitigni e in generale chiunque poteva produrre vino assolutamente come gli pareva. D&#8217;altro canto la prima riorganizzazione della viticoltura su basi razionali avvenne solo in seguito e a causa della devastazione causata dalla Filossera, dopo il 1868.<span id="more-1815"></span></p>
<p>Anno di grazia 1865. Il Regno d&#8217;Italia è cosa fatta. Mancano all&#8217;appello solo Veneto, Friuli e Lazio. A Dublino si svolge una Esposizione Internazionale, una &#8220;Expò&#8221; diremmo oggi, e il Regno presenta una selezione delle eccellenze industriali e agro-alimentari nazionali. Naturalmente c&#8217;è anche il vino, la “crème de la crème” delle bottiglie del Bel Paese; si tratta di bel 49 produttori per 269 etichette o campioni presentati. L&#8217;elenco completo all&#8217;interno del catalogo dell&#8217;esposizione si può consultare <strong><a href="https://docs.google.com/open?id=0B12KX9bGDM5YODYxNWI5M2ItNjcxOS00NTI3LWIwMjEtMTliNDVhNzU0OTMw" target="_blank">qui</a></strong>.</p>
<p>Alcune cose sono davvero interessanti. Ci sono vini ancora esistenti, vini scomparsi e altri i nuce. Il tutto comunque molto lontano dai nostri canoni abituali.</p>
<p>Scopriamo che ad Alghero era comune il Torbato, mentre ad Acqui Terme si producevano Barbera, Dolcetto, Grignolino, Moscato, ma anche Barolo secco (sic) e Nebbiolo spumante. A Caluso già si produceva l&#8217;Erbaluce, ma anche uno strano Pelleverde. A Faenza c&#8217;era il Piccolit e lo Zamone, a Torino il Barbarossa e la Bonarda. A Bobbio un produttore molto affermato, tal <strong>Buelli Esuperanzo</strong>, produceva Alicante bianco, Champagne, Frontignan, Madeira, Malaga, Marsala, Tokay, Aleatico, Bordeaux, Borgogna, Isabella e Vino Sardo (qualunque cosa voglia dire).</p>
<p>C&#8217;erano già il Vin Santo e tutta la batteria dei Moscati e delle Malvasie, sia rosse che bianche.</p>
<p>A Castel Ceriolo (Al) c&#8217;era chi produceva Montepulciano, ad Asti dell&#8217;ottimo Barolo, del Bracchetto, della Passaretta e del Natalino.</p>
<p>Un commerciante di vini molto reputato di Genova, produceva a Neive un Nebbiolo bianco dolce nonché un Nebbiolo e una Barbera frizzanti.</p>
<p>C&#8217;era già<strong> Florio</strong> con i suoi Marsala, mentre <strong>Rocca Carlo</strong> di Alba presentava un costoso Barbaresco bianco e un Nebbiolo dolce.</p>
<p>C&#8217;era la Nascetta di La Morra, il Sangiovese di Forlì. In Puglia c&#8217;erano Sostrato, Zagarese e Aleatico, a Loreto (An) Lacrima e Balsamino.</p>
<p>C&#8217;era anche un produttore ligure, con tre vini rossi delle annate 1857, 1859 e 1863 e uno bianco sempre del 1863. I vitigni purtroppo non sono citati. Il produttore era <strong>Vincenzo Gabaldoni</strong> (1) e i vini erano prodotti in questa cantina di Montale, nel comune di Varese Ligure. I vini di Gabaldoni erano stati addirittura premiati l&#8217;anno precedente durante l&#8217;Esposizione Agricola a Torino.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/cantina.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1822" title="cantina" src="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/cantina-1024x768.jpg" alt="" width="614" height="461" /></a></p>
<p>Le nostre umili origini insomma sono queste qui. Quando nel 1855 nel Mèdoc veniva già istituzionalizzata la classificazione per Cru, da noi regnava il totale marasma da cui non ci siamo tirati fuori completamente nemmeno oggi se dopo avere impiegato 150 anni a costruire e valorizzare le nostre denominazioni migliori siamo sempre pronti a rimettere tutto in discussione, a importare e piantare di tutto e a creare decine di denominazioni inutili.</p>
<p>Luk</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(1) In realtà  dovrebbe trattarsi del figlio Carlo Andrea Gabaldoni.</p>
<p>Vincente Gabaldòn fuggì dalla Spagna in seguito alla cacciata dei Gesuiti del 1767 e riparò a Genova, Sposando Giovanna De Ferrari, italianizzando il nome e investendo i suoi capitali in Liguria.</p>
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		<title>Consigli dalla trinacria</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Sep 2011 05:33:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino @it]]></category>
		<category><![CDATA[agrigento]]></category>
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		<description><![CDATA[Diciamo un paio di banalità -E&#8217; difficile trovare soddisfazione enogastronomica nelle classiche mete turistiche, nelle città d&#8217;arte, dove sciami di turisti vagano come anime in pena alla ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti a qualunque ora, cadendo quasi sempre preda di osti senza scrupoli, che quando va bene applicano la tecnica del rimpinzamento, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/maskaria_etichetta.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1641" title="maskaria_etichetta" src="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/maskaria_etichetta-206x300.jpg" alt="" width="206" height="300" /></a></p>
<p>Diciamo un paio di banalità</p>
<p>-E&#8217; difficile trovare soddisfazione enogastronomica nelle classiche mete turistiche, nelle città d&#8217;arte, dove sciami di turisti vagano come anime in pena alla ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti a qualunque ora, cadendo quasi sempre preda di osti senza scrupoli, che quando va bene applicano la tecnica del rimpinzamento, consapevoli che effettivamente nella maggioranza dei casi l&#8217;avventore medio gode nel vedere un Everest di spaghetti grondanti grassi polinsaturi e non.</p>
<p>-E&#8217; facile che i locali specializzati nella vendita di vini pregiati, quando accompagnano questa offerta anche con piatti cucinati, riescano a realizzare piccole delizie, consapevoli che è un vero delitto rovinare una bella bottiglia con un convinatico dozzinale. Lo stesso scrupolo non si trova così spesso nei locali “food-oriented”.<span id="more-1639"></span>Ecco allora che capita di incontrare Carmelo De Lorenzo sommelier e oste nel suo locale <a href="http://www.spizzulio.it/">“Lo Spizzulio”</a>, affacciato su quella meraviglia del  mondo che è la Valle dei Templi, e scoprire il cerasuolo di Vittoria Maskaria 2007 di <a href="http://www.terredigiurfo.it/">Terre di Giurfo</a>, accompagnato da focaccine bagnate di splendido olio locale, formaggi attentamente selezionati e altre specialità elaborate con le migliori  materie prime siciliane.</p>
<p><a href="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/P1000154.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1642" title="P1000154" src="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/P1000154-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a></p>
<p>Il cerasuolo è affinato in legno. Alla prima snasata quasi ti delude per il solito odore di cassetto chiuso che rovina tanti tentativi di vino importante. La bocca però è dritta, invitante e fresca e lascia presagire che qualche cosa di buono sotto sotto c&#8217;è. Infatti basta aspettare pazientemente e l&#8217;azione salvifica dell&#8217;ossigeno porta via presto il legno invadente e fa emergere piano piano note molto intriganti, prima di mora e ciliegia, poi balsamiche, quindi terrose e fungine. Un bel vino caleidoscopico, che rispetta le caratteristiche di grane bevibilità della denominazione aggiungendo una buona complessità .</p>
<p>Luk</p>
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		<title>La sfida</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 13:47:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino @it]]></category>
		<category><![CDATA[#sociaList]]></category>
		<category><![CDATA[Cantina Pieve Vecchia]]></category>
		<category><![CDATA[Dolceacqua]]></category>
		<category><![CDATA[locanda del glicine]]></category>
		<category><![CDATA[Montecucco]]></category>
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		<description><![CDATA[La sfida è lanciata (piccola sfida invero). Riuscirà il Rossese di Dolceacqua vincitore per la #SociaList a conquistare il gradimento degli avventori della Locanda del Glicine in Toscana,  terra di Montecucco, Brunello,  Morellino e cento altri mostri sacri? Un vino così diverso dagli standard Toscani (ma anche Piemontesi e diognialtroluogo) riuscirà a colpire positivamente? Io [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/sociaList_1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1600" title="#sociaList_" src="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/sociaList_1-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a><br />
La sfida è lanciata (piccola sfida invero). Riuscirà il <a href="http://www.tenutaanfosso.it/_it/homeit.html"><strong>Rossese di Dolceacqua</strong></a> vincitore per la <a href="http://blog.cantinapievevecchia.com/socialist-la-carta-dei-vini-partecipata/"><strong>#SociaList</strong></a> a conquistare il gradimento degli avventori della <a href="http://www.locandadelglicine.it/"><strong>Locanda del Glicine</strong></a> in Toscana,  terra di <strong>Montecucco</strong>,<strong> Brunello</strong>,  <strong>Morellino</strong> e cento altri mostri sacri?</p>
<p><span id="more-1598"></span>Un vino così diverso dagli standard Toscani (ma anche Piemontesi e diognialtroluogo) riuscirà a colpire positivamente? Io me lo auguro, ma sono quasi certo di sì!</p>
<p><iframe width="560" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/EiIx72WKZko" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Luk</p>
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		<title>Il Mio Vino (chiamami #Mario)</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 16:13:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino @it]]></category>
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		<category><![CDATA[biodinamica]]></category>
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		<description><![CDATA[Mi sono veramente rotto di post/topic come questo dove c&#8217;è sempre quello che crede di esser il migliore, il più puro, il più bello, il più sano, il più naturale, il più biologico, il più biodinamico, il più figo, e dove le varie tifoserie spesso si insultano ma sempre parlano, parlano, parlano, parlano, parlano sovente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/il-mio-vino.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1539" title="il-mio-vino" src="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/il-mio-vino-300x127.jpg" alt="" width="300" height="127" /></a></p>
<p>Mi sono veramente rotto di post/topic come <a href="http://www.intravino.com/persone/al-netto-dei-personalismi-angiolino-maule-ha-qualcosa-da-dire-sui-vini-naturali-territoriali/"><strong>questo</strong></a> dove c&#8217;è sempre quello che crede di esser il migliore, il più puro, il più bello, il più sano, il più naturale, il più biologico, il più biodinamico, il più figo, e dove le varie tifoserie spesso si insultano ma sempre parlano, parlano, parlano, parlano, parlano sovente sorrette dalla sola supponenza, senza una logica, senza cognizione di causa,  sospinte solo da un pregiudizio senza fine.</p>
<p>Amico produttore, il mio <a href="http://twitter.com/#!/search?q=%23Mario"><strong>#Mario</strong></a> interiore ti domanda solo tre cose. Tutto il resto sono affari tuoi. Non voglio sapere niente tranne queste tre cose che sono le sole che giustificano il sofferto esborso della mia sudata moneta.</p>
<p><span id="more-1537"></span></p>
<p>Il tuo vino  (anzi il mio perché l&#8217;ho comperato)  deve essere solo queste tre cose qui. Attenzione sembra facile ma non lo è.</p>
<p><strong>Buono</strong></p>
<p>Ebbene sì, il tuo vino deve essere buono, non deve puzzare sennò anche se sei bio il mio vino  torna a essere tuo, nel senso che te lo puoi bere tu.  Non deve avere cattivi sapori, non deve essere ossidato, amaro,  rifermentato ad  minkiam, torbido e fangoso, e così via.  Insomma,  <em><strong>primum non nocere</strong></em>.</p>
<p><strong>Identificabile</strong></p>
<p>Buono non basta. Il mio vino deve essere anche identificabile, non tanto per un malposto concetto di territorio, che non si sa mai bene che cosa sia esattamente, ma proprio perché lo fai tu. Se bevo il tuo vino devo essere in grado di riconoscere che lo hai fatto tu, magari con un po&#8217; di allenamento certamente, ma il tuo/mio vino deve essere diverso da quello del tuo vicino di vigna, anche se fosse tuo fratello gemello. Nel vino ci deve essere la tua mano ma anche la tua anima, non si scappa.</p>
<p><strong>Legale</strong></p>
<p>Non mi interessa particolarmente quello che fai in vigna o in cantina, purché si fatto tutto nei limiti delle leggi, che ci sono, sono precise e troppo spesso aggirate fraudolentemente. Non mi importa se usi il mancozeb, purché lo usi con scrupolo e secondo le prescrizioni igenico sanitarie previste dai regolamenti. Non mi importa se usi il cornoletame, non dirmelo nemmeno sennò finisce pure che litighiamo, non mi importa se usi 10 mg in più o in meno di solforosa, tanto la sostanza più tossica presente nel vino non potremo mai toglierla.  Insomma incomincia almeno a rispettare la legge, sarebbe  già una gran bella cosa se tutti facessero come te!</p>
<p>Luk</p>
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		<title>#sociaList &amp; #rossese2011</title>
		<link>http://www.thewineblog.it/2011-05-socialist-rossese2011/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2011 07:46:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degustazioni di vino]]></category>
		<category><![CDATA[#sociaList]]></category>
		<category><![CDATA[Dolceacqua]]></category>
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		<category><![CDATA[pieve vecchia]]></category>
		<category><![CDATA[Rossese]]></category>
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		<description><![CDATA[Dovendo rinnovare la carta dei vini del suo ristorante la Locanda del Glicine,  Marco Monaci (anche produttore di Montecucco DOC con la Cantina Pieve Vecchia ) ha pensato di coinvolgere blogger e appassionati della rete per suggerire prodotti validi e garantiti. Lasciamo raccontare a lui questa iniziativa chiamata #sociaList: &#8220;In questo periodo abbiamo più che mai sentito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/sociaList_.jpg"><img class="size-medium wp-image-1521 aligncenter" title="#sociaList_" src="http://www.thewineblog.net/wp-content/uploads/sociaList_-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a><a href="https://www.facebook.com/margonne"></a></p>
<p style="text-align: left;">Dovendo rinnovare la carta dei vini del suo ristorante la <a href="http://www.locandadelglicine.it/">Locanda del Glicine</a>,  <a href="https://www.facebook.com/margonne">Marco Monaci</a> (anche produttore di Montecucco DOC con la  <a href="http://blog.cantinapievevecchia.com/socialist-la-carta-dei-vini-partecipata/">Cantina Pieve Vecchia</a> ) ha pensato di coinvolgere blogger e appassionati della rete per suggerire prodotti validi e garantiti. Lasciamo raccontare a lui questa iniziativa chiamata #sociaList:</p>
<p style="text-align: left;"><em>&#8220;In questo periodo abbiamo più che mai sentito l&#8217;esigenza di mettere mano alla nostra &#8220;toscanissima&#8221; carta dei vini della Locanda e, per farlo, abbiamo deciso di rivolgerci al popolo della rete, con l&#8217;obiettivo di creare una mappatura il più completa possibile dei più importanti terroir d&#8217;Italia.<br />
A partire dal 23 Maggio fino al 30 Maggio 2011, i vini scelti dai blogger, grazie a #SociaList, concorreranno  per essere inseriti nella nuova carta dei vini della Locanda del Glicine. Saranno gli utenti a decretare per ciascun terroir o DOC selezionata il vincitore attraverso il voto!<br />
#SociaList è un gioco, un modo divertente di coinvolgere la comunità di internet nella partecipazione attiva alla vita di chi fa vino e ristorazione, per far parlare di vino e di vini</em>&#8220;</p>
<p style="text-align: left;">A me è spettata la responsabilità di scegliere un terroir ligure di pregio e i suoi vini più rappresentativi.</p>
<p style="text-align: left;">Ho scelto dunque le terre del ponente ligure e il  Rossese di Dolceacqua, prodotto sugli stretti terrazzamenti ora calcarei ora argillosi delle   valli Nervia e Verbone, schiacciati tra le Alpi Liguri e il mare, che fonde   in sè il carattere dei vini solari e la finezza dei climi   freschi.  Il Rossese deve esprimere un colore rubino brillante ma  trasparente  e mai impenetrabile. Deve avere profumi di frutti di  bosco, floreali e  sfumature marine/iodate. Deve avere una beva  invitante, mai pesante ma  persistente.</p>
<p style="text-align: left;">Ho scelto per rappresentare la denominazione sei etichette, tre base del millesimo 2010 e tre superiori del 2009.  Non lasciatevi ingannare perché le differenze tra le versioni base e superiore non sono così evidenti quando il produttore è valido.</p>
<p style="text-align: left;">Le bottiglie sono state tutte assaggiate nel recente &#8220;<a href="http://www.thewineblog.it/2011-05-prossimamente-su-questi-schermi-rossese2011/">Educational I Tesori della Riviera</a>&#8221; e rappresentano per me le migliori espressioni del Rossese. Ecco la lista:</p>
<ul>
<li>Rossese di Dolceacqua 2010 Maccario Dringemberg</li>
<li>Rossese di Dolceacqua 2010 Poggi dell&#8217;Elmo</li>
<li>Rossese di Dolceacqua 2010 Kà Manciné, Galeae</li>
<li>Rossese di Dolceacqua 2009 Superiore Foresti, Luvaira</li>
<li>Rossese di Dolceacqua 2009 Superiore Terre Bianche, Bricco Arcagna</li>
<li>Rossese di Dolceacqua 2009 Superiore Tenuta Anfosso, Poggio Pini</li>
</ul>
<p style="text-align: left;">Cosa dovete fare adesso? Semplice:  votate il vostro preferito. Avete tempo fino al 30 Maggio. Si può votare nei seguenti modi:</p>
<ul>
<li>apponendo un commento in questo post,</li>
<li>apponendo un commento nel link automatico a questo post su Facebook,</li>
<li>pubblicando un tweet su Twitter usando l&#8217;hashtag #sociaList,</li>
<li>direttamente sul<strong> <a href="http://blog.cantinapievevecchia.com/socialist-la-carta-dei-vini-partecipata/rossese-di-dolceacqua/">sito</a></strong> apposito.</li>
</ul>
<p style="text-align: left;">La bottiglia più votata entrerà infine in carta presso la <a href="http://www.locandadelglicine.it/">Locanda del Glicine.</a></p>
<p style="text-align: left;">Quindi Votate, Votate, Votate, e fate votare amici, conoscenti e parenti; al diavolo la Par Condicio!</p>
<p style="text-align: left;">Luk</p>
<p style="text-align: left;"><strong>PS: </strong>i vini sopra citati insieme ad altri potranno essere degustati durante <strong><a href="http://www.terroirvino.it/">Terroir Vino</a></strong> a Genova il 13 Giugno in una grande <strong><a href="http://ddb.eventbrite.com/">Degustazione dal Basso</a></strong>, per avvicinare neofiti ed appassionati a questo affascinante prodotto.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
]]></content:encoded>
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		<title>Prossimamente su questi schermi #rossese2011</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 05:19:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degustazioni di vino]]></category>
		<category><![CDATA[Vino @it]]></category>
		<category><![CDATA[bambuser]]></category>
		<category><![CDATA[degustazione]]></category>
		<category><![CDATA[Dolceacqua]]></category>
		<category><![CDATA[Rossese]]></category>
		<category><![CDATA[tesori della riviera]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica 22/5/2011 in occasione della manifestazione Educational &#8220;I tesori della Riviera 2011&#8243; si terrà a Bordighera una grande degustazione delle ultime annate di Rossese di Dolceacqua DOC.  Io ci sarò e siccome la tecnologia avanza, proverò a documentare alcuni momenti dell&#8217;evento attraverso un live streaming sul mio canale http://bambuser.com/channel/rizzus a partire dalle 10:30  e attraverso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object id="bplayer" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" width="465" height="431"><embed name="bplayer" src="http://static.bambuser.com/r/player.swf?vid=1677948" type="application/x-shockwave-flash" width="465" height="431" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" wmode="opaque"></embed><param name="movie" value="http://static.bambuser.com/r/player.swf?vid=1677948"></param><param name="allowfullscreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><param name="wmode" value="opaque"></param></object></p>
<p>Domenica 22/5/2011 in occasione della manifestazione <strong><a href="http://tinyurl.com/6kdp39q">Educational &#8220;I tesori della Riviera 2011&#8243;</a> </strong>si terrà a Bordighera una grande degustazione delle ultime annate di Rossese di Dolceacqua DOC.  Io ci sarò e siccome la tecnologia avanza, proverò a documentare alcuni momenti dell&#8217;evento attraverso un live streaming sul mio canale <a href="http://bambuser.com/channel/rizzus">http://bambuser.com/channel/rizzus</a> a partire dalle 10:30  e attraverso Twitter mediante l&#8217;hashtag #rossese 2011.</p>
<p>May come ora STAY TUNED!</p>
<p>Luk<br />
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