La dura vita del tagliatore di blend

Pubblicato da Luca Risso il 04/02/2010 in Tecniche del Vino, Vino

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Eccomi qui con le tre bottiglie di Merlot, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot by My Feudo per realizzare il taglio da portare in degustazione al prossimo Vinitaly. Non è banale. Si potrebbe partire a carrarmato e quindi realizzare e assaggiare tutte le miscele possibili, ma non è una cosa intelligente.

Sapete quante miscele diverse si possono fare avendo tre vini a disposizione? Tante! Sarebbero infinite se non si ponesse un limite alla quantizzazione delle percentuali relative, ovvero se si dovesse variare l’apporto di un vino anche infinitesimamente. Anche ammettendo però una ragionevole base del 5% come contributo minimo ammissibile e procedendo per multipli, le possibili combinazioni sono tante.

Proviamo così per sfizio a calcolarle. Se le percentuali dei singoli vini sono X, Y e Z, allora vale la condizione X+Y+Z=100, che è anche l’equazione di un piano. Con la logica restrizione che X, Y e Z siano numeri positivi il piano si restringe a un triangolo. Se tratta di un blend dove tutti i vini devono essere presenti, allora X, Y e Z non possono essere minori di 5 o maggiori di 90, in quanto ogni vino può variare a multipli di 5% da un minimo del 5% a un massimo di 90%. I valori da 5 a 90 a multipli di 5 sono 18, e le combinazioni possibili sono la somma dei numeri da 1 a 18, ovvero 18*19/2=171. Decisamente tante. Se la quantizzazione fosse su base del 10%, con lo stesso criterio avremmo solo 36 possibilità. Sempre tante. Usando i 100 cc come base per un assaggio, occorrono 3,6 litri di vino e le tre bottiglie da 750 cc non basterebbero.

Siccome non si può passare le giornate ubriacandosi alla ricerca del blend ideale, penso che farò così. Innanzitutto assaggerò i singoli vini, e deciderò in base al mio gusto quale sia quello che mi sembra più adatto a fare da “spina dorsale”, e poi cercherò di correggere eventuali asperità o mollezze con gli altri due. Il problema è che quando c’è di mezzo Bacco, i buoni propositi sono destinati a soccombere e la razionalità deve lasciare il posto alla fantasia!

Luk

Tags: blend, Cabernet, merlot, My Feudo, petit verdot, taglio, vinitaly, Zonin

1 Commento su “La dura vita del tagliatore di blend”

  1. Roberto scrive:

    Salve, come posso contattarla? grazie

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