Tre anni (o trenta)?

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Tutto ha un perché e un percome. Oggi Rivella (ex responsabile della Castello Banfi) intervistato da Winenews afferma senzi mezzi termini che il sangiovese da solo non vale una cicca. Per fortuna c’è chi la pensa diversamente anche tra qualche produttore. Ma cosa scriveva nel 2005 la massima guida dei vini Italiani a proposito di un brunello di Banfi probabilmente elaborato secondo le ricette rivelliane? Eccolo:
Brunello di Montalcino Poggio alle Mura 99
Ottimo il Brunello di Montalcino Poggio alle Mura 1999 che centra l’obbiettivo dei tre bicchieri. Si tratta di un vino moderno nello stile, con un colore molto intenso, e un olfatto dominato da toni fruttati, come la mora e il ribes, mentre al gusto rivela un’ottima progressione, con una base tannica importante ma perfettamente integrata alla ricca materia, che dona larghezza e profondità al vino.
Luk

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About Luca Risso

Luca non è un esperto di vino nel senso comune del termine, anzi non è affatto un esperto ma piuttosto un entusiasta del vino, un curioso di tutto ciò che è collegato con la cultura del vino del paese (Italia) e della regione (Liguria) in cui vive. La sua formazione personale lo rende particolarmente interessato agli aspetti teorici e tecnici della viticoltura e della vinificazione, al punto di piantatura una propria vigna microscopica e di produrre alcune bottiglie del Merlot. La sua esperienza è documentata nella rubrica "Vino in garage" del portale enogastronomico www.tigulliovino.it .

5 thoughts on “Tre anni (o trenta)?

  1. Franco Ziliani

    ottimo post Luk e una domanda ingenua: ma non ci avevano detto, anche nelle guide, che le note di mora sono tipiche del Merlot, mentre quelle di ciliegia e viola e liliacee varie sono tipiche del Sangiovese? Però alla guida, edita da un gruppo editoriale il cui nuovo direttore, anni fa, scrisse un articolo sommessamente intitolato “Viva Banfi!”, quel vino é andato così bene che hanno pensato di premiarlo…

  2. Luca Risso

    Certo, quelli che…sono i famosi margini di errore dei vivaisti, anzi i nuovi cloni di sangiovese, anzi le nuove tecniche di cantina, anzi il mosto concentrato rettificato, anzi, no, il mosto concentrato e basta, anzi……
    Luk

  3. Luca-Vino

    La faccenda lascia molte ombre sulla questione (perchè il 40% non ha firmato?) ma almeno è passato qualcosa che salvaguarda una delle poche cose che ancora danno un’immagine positiva dell’Italia: il vino.

  4. Luca Risso

    @Luca
    Suppongo tu ti riferisca alla richiesta esplicita del 60% dei produttori di Brunello per NON modificare il disciplinare che prevede il sangiovese come unico vitigno ammesso alla produzione del vino ilcinese.
    Non vedo molte ombre sul perché il restante 40% non abbia sottoscritto questa richiesta.
    Bisogna essere felici se si riuscirà a salvare l’identità del Brunello, senza però dimenticare che l’immagine del vino italiano è legata anche ai milioni di ettolitri di prodotto che brunello non sono.
    Luk

  5. Luca-Vino

    @Luk
    Si scusa, mi riferivo all’accettazione della disciplinare del Brunello.
    Il fatto che un certo settore abbia dei prodotti di eccellenza non significa voler a tutti i costi vendere una “panda” per “ferrari”, anzi… i prodotti di alto livello devono diventare trainanti per tutto il resto, sono daccordo su quanto afffermi.
    Dico solo che non è bello che ci sia una quasi-metà di produttori di Brunello che vuole modificare un antichissima tradizione in nome di motivazioni commerciali.

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