Dialoghi immaginari: in vigna

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Bea e Teo sono due vignaioli, vivono nello stesso paese e le loro vigne sono molto vicine. Sono anche amici (forse c’è del tenero) e concorrenti, nel senso che ciascuno cerca di vendere il proprio vino, ma non hanno le stesse idee in merito alla conduzione della vigna e a come si fa il vino….


Bea: Ciao Teo, dove corri così di fretta?
Teo: Ciao Bea, vado a fare l’ultimo trattamento contro lo scaphoideus titanus, la cicalina della flavescenza dorata. Ma tu non fai nulla, non hai paura che le tue piante si infettino?
Bea: Io qui la bestiaccia non l’ho mai vista e le mie piante stanno benissimo, almeno da quel punto di vista.
Teo: Ma nella valle qui accanto l’epidemia divampa, e la regione ha imposto i trattamenti obbligatori.
Bea: Lo so, ma si vede che laggiù l’insetto ci sta meglio che qua. Io faccio finta di registrare i trattamenti, ma in realtà sulle mie vigne roba velenosa non ne do. Magari da me, proprio per questo motivo, ci pensano passeri e merli a mangiarsi le cicaline!
Teo: Contenta tu! Le mie viti sono come miei figli! Se si prendono la polmonite do loro l’antibiotico, altro che merli e passeri! E poi parli di roba velenosa tu che per la peronospora spargi in vigna chili di rame! Quello sì che è tossico per il terreno, più degli altri fitofarmaci !
Bea: Io uso il minimo del rame che serve, ben sotto i limiti di legge, come da disciplinare dell’agricoltura biologica !
Teo: Però fa male lo stesso! E inoltre quest’anno è piovuto molto, e un po’ di malattia le tue vigne ce l’hanno.
Bea: Qualche foglia attaccata è accettabile, fa parte del gioco delle annate.
Teo: Se se ne può fare a meno…
Bea: Ma io non voglio farne a meno! Se quest’anno il mio vino sarà meno buono per colpa della peronorspora pazienza!
Teo: Due anni fa era per colpa dell’oidio ….ma l’anno scorso effettivamente il tuo vino era una bomba!
Bea: Ooooh, senti te, che invece del rame ci butti quella roba schifosa e puzzolente…come si chiama…. Mancozeb, e poi quell’altra roba per la flavescenza…. Fenitrotion, ancora più velenosa e puzzolente, e poi anti muffa, anti acari, bleeeah.
Teo: Anche io uso tutto a dosi ben inferiori ai limiti di legge, solo se e quando ce n’è bisogno. Inoltre sono prodotti ultra testati e certificati, ammessi dopo anni di studi e sperimentazioni, e se usati correttamente non lasciano proprio niente di velenoso sull’uva.
Bea: Sarà, ma io uso solo rame e zolfo. Al limite se proprio ci sono insetti pericolosi in giro, un po’ di piretro naturale!
Teo: Ecco si, usa Superfaust al piretro, e la cicala Kaput!
Bea: Spiritoso! Tu fai così, ma certi tuoi colleghi abusano talmente di questa roba, che le api nel giro di chilometri sono sparite! Inoltre non vorrei essere nei loro panni tra un po’ di anni, quando quello che hanno respirato in vigna in qualche modo si farà sentire!
Teo: Io non vorrei essere nei panni di chi si beve vini all’ocratossina , per non aver dato l’antimuffa!
Bea: Nel mio vino non c’è né antimuffa, né ocratossina. Io i grappoli ammuffiti li scarto!
Teo: Tu si, ma di molti tuoi colleghi puoi dire altrettanto? Mica tutti possono vendere il vino a 20 euro la bottiglia come fai tu!
Bea: Macché 20 euro! In cantina costa 10, sono i rivenditori che ci speculano. E tu? A quanto lo vendi il tuo Vermentino?
Teo: 10 euro anche io, ma siccome non sono AAA, non ci specula nessuno!
Bea: Senti un po’, con cloni e porta innesti come ti regoli?
Teo: Ho fatto analizzare il terreno prelevato in 10 punti diversi e a tre profondità differenti. Ho mandato i dati ai vivai migliori chiedendo espressamente ceppi con bassa resa ed elevata qualità dei polifenoli; e tu?
Bea: A, non so, sono quelli che usava mio nonno, e il nonno di mio nonno prima di lui. Qualche vite non è nemmeno innestata! E la densità del tuo impianto?
Teo: Non meno di 6000 piante per ettaro, perdiana! E tu?
Bea: Boh. Qualche filare sarà anche 7-8000, qualche altro meno di 5000. Mica tutte le piante sono uguali sai? Ci sono quelle che stanno bene allo stretto e quelle che vogliono più spazio!
Teo: Che disordinata, che roba! Ma come fai?
Bea: Che ragioniere, che noia! Ma come fai?

Luk

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About Luca Risso

Luca non è un esperto di vino nel senso comune del termine, anzi non è affatto un esperto ma piuttosto un entusiasta del vino, un curioso di tutto ciò che è collegato con la cultura del vino del paese (Italia) e della regione (Liguria) in cui vive. La sua formazione personale lo rende particolarmente interessato agli aspetti teorici e tecnici della viticoltura e della vinificazione, al punto di piantatura una propria vigna microscopica e di produrre alcune bottiglie del Merlot. La sua esperienza è documentata nella rubrica "Vino in garage" del portale enogastronomico www.tigulliovino.it .

3 thoughts on “Dialoghi immaginari: in vigna

  1. Luca Risso

    Ciao Max,

    effettivamente avevo questo sospetto…ma ho inserito tanti link proprio per consentire un certo approfondimento…se uno vuole.
    PS L’ispirazione nasce da due personaggi reali! Indovina chi?

    Luk

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