Il vino dei Blogger – Capitolo 8: Blanc de Morgex e de La Salle 2006 – Cave du Vin Blanc de Morgex e de La Salle
Pubblicato da Luca Risso il 03/07/2007 in Degustazioni di vino
Bellissima a mio avviso l’etichetta di questo vino estremo prodotto a 1200 m.s.l.m. dal vitigno Prié Blanc allevato su sabbie moreniche.
Così recita il sito del produttore:
“La filosofia produttiva del Blanc de Morgex et de La Salle Vini Estremi, si basa sul rispetto totale delle caratteristiche e della tipicità che l’uva del Prié Blanc può apportare ad un vino prodotto ancora attualmente in condizioni prefilosseriche.
Le tecniche di produzione vogliono riproporre le condizioni di vinificazione ottocentesche.
Per questo motivo la fermentazione alcolica viene svolta a temperatura ambiente (di cantina) ed i lieviti impiegati sono stati selezionati negli anni ‘80 dall’Istituto sperimentale dell’Enologia di Asti sul vitigno Prié Blanc a Morgex.
Il vino prodotto viene sottoposto a semplici travasi senza subire stabilizzazioni tartariche e chiarifiche
Questa strada è stata intrapresa al fine di riproporre al consumatore il Blanc de Morgex et de La Salle che conobbero, degustandolo negli anni ‘50, giornalisti come luigi Veronelli e Mario Soldati.
La conservazione ed il trasporto del prodotto a temperature superiori a 30°C può causare precipitazioni o leggeri intorbidimenti.
Al fine di favorire l’illimpidimento ed il compattamento dell’eventuale precipitazione si consiglia di conservare le bottiglie verticali in un ambiente freddo. Tale eventuale deposito è testimonianza e garanzia della tecnica di vinificazione applicata. ”

Ma come risulta alla prova del calice il vino in questione?
Nel bicchiere il colore è giallo paglierino chiaro, leggermente velato.
Appena aperto alla temperatura di frigorifero emergono profumi netti ma delicati di fiori di acacia e biamcospino. Con un minimo di ossigenazione si aggiunge una sfumatura più calda, di frutta matura ed un accenno di mineralità rocciosa.
Roccioso è il termine adatto anche per descrivere le sensazioni che dà il vinoin bocca, dove un’acidità forse un po’ sopra le righe non è equilibrata da alcuna componente morbida, e men che meno dall’acolicità, contenuta in 11.5°. La media persistenza è accompagnata da una sensazione un po’ astringente.
Molto curiosa è l’evoluzione dei profumi nel bicchiere. Mano a mano che la teperatura si alza emergono profumi ascrivibili dapprima al mallo di noce (ho appena messo in infusione il nocino!!), e poi nettamente fumé, fino a ricordare un buon Burbon!
Si tratta dunque di un vino decisamente “maschio”, montanaro, forse un po’ ruvido ma assai interessante soprattutto per i profumi insoliti.
Vino estremo quindi, forse non facile da trovare ovunque (aproposito, grazie a Fiorenzo, Aldo ed Elisa), ma da cercare non appena una vacanza o un passaggio nella bellissima Valle d’Aosta lo consenta.
Luk

